Irlanda: risultati del referendum, il Senato non scompare

A sorpresa e dopo un testa a testa finale, prevale il No. E’ una bocciatura anche per il premier, che si era battuto per l’abolizione della camera alta.

A sorpresa, l’Irlanda si tiene il Senato, restando un Paese bicamerale. Questo hanno decretato i risultati del referendum che avrebbe dovuto portare all’abolizione dell’istituzione e a un notevole risparmio per lo Stato. Nonostante alla vigilia il 62 per cento si dicesse favorevole con questa novità costituzionale, e 33 senatori su 60 avessero votato a favore della scomparsa del Senato.

E’ stata una vittoria di strettissima misura. Che dovrebbe far riflettere il premier Enda Kenny, impegnato in un’energica campagna abolizionista. Ma anche il resto della popolazione dell’isola che ha votato perché tutto rimanesse così com’è. Nonostante il Senato, in 75 anni di vita, abbia esercitato solo due volte l’unico potere a disposizione: rinviare alla Camera dei deputati una legge perché sia ridiscussa.

I sondaggi indicavano una chiara vittoria del sì. Ma l’opposizione ha trasformato la possibilità di scelta in un attacco a tutto campo alla maggioranza. Insomma, nell’agone politico, la maggioranza è stata sconfitta e oggi raccoglie i cocci. Proprio perché si è trattato di una sconfitta politica. Come reagirà ora il premier? Resterà a dispetto dei santi?

I sì hanno vinto per 42.500 voti, vale a dire il 51,8% in percentuale dei votanti. Contro il 48,2%, secondo i dati dell’Iris Times. L’affluenza alle urne è stata del 40%. Chi stappa champagne oggi è il partito Fianna Fail, all’opposizione, che si era battuto per il mantenimento della camera alta, considerata strumento di controllo necessario dell’azione del governo.