Putin candidato al Nobel per la pace 2014

Un’accademia russa ha candidato il capo del Cremlino al Premio Nobel. Tra i testimonial il Frank Sinatra sovietico

Dopo l’accordo sulle armi chimiche siriane, raggiunto tra Usa e Russia, è incominciata a circolare una voce che ha lasciato interdetti giornalisti e operatori di pace internazionali. Quale? Vladimir Putin è stato candidato al Nobel per la pace. La giustificazione della candidatura risiederebbe proprio nel ruolo chiave assunto dal Cremlino per la risoluzione della crisi siriana.

L’iniziativa è stata promossa da un gruppo dall’identità “oscura” (su internet non hanno un proprio sito), che porta il nome di Accademia internazionale dell’unità spirituale e della cooperazione tra nazioni del mondo. Questa, lo scorso 16 settembre, ha inviato la missiva di candidatura al Comitato norvegese che si occupa di conferire il prestigioso riconoscimento.
Dopo l’invio della lettera, si è fatto avanti un testimonial d’eccezione a sostenere il presidente russo come poltico da prendere ad esempio per le politiche di pace e cooperazione tra i popoli: Iosif Kobzon. Questo è un deputato del partito di Putin, Russia Unita, ma è noto soprattutto per essere stato in epoca sovietica un’icona musicale, fu denominato il Frank Sinatra Russo.

Kobzon ha dichiarato alla stampa: “Mi sento offeso dal fatto che Barack Obama, che ha iniziato e approvato aggressioni come quelle commesse in Iraq e in Afghanistan, abbia ricevuto questo premio, mentre il nostro Vladimir Putin no”. Il Sinatra dell’Urss, però, non sembra avere una grande reputazione in ambito internazionale, visto che è sospettato di legami con la mafia da quando gli Usa hanno deciso di revocargli il visto.

Proprio in queste ore le agenzie stanno battendo una notizia che è parecchio in contrasto con la candidatura avallata dall’Accademia. Le autorità russe hanno ammesso, davanti alla Corte di Strasburgo, di aver violato i diritti umani in Cecenia. “Lo ha reso noto la stessa Corte nella sentenza di condanna emessa oggi nei confronti della Russia per il bombardamento del villaggio di Aslandek-Sheripovo, avvenuto il 17 febbraio 2000 nel corso della seconda guerra in Cecenia” (Via Ansa). Di fronte a questo riconoscimento formale e alla nota connivenza tra Putin e il regime siriano di Bashar al-Assad, di cui la Russia è il principale fornitore di armi, appare molto difficile che a Oslo possano prendere seriamente in considerazione la candidatura al Nobel.

Secondo quanto dichiarato dal vicepresidente dell’Accademia, Beslan Kobakhiya, alla candidatura si sarebbe opposto fermamente Mikhail Gorbaciov, ultimo presidente dell’Urss e premio nobel per la pace nel 1990.
Putin sarà in corsa per il premio nel 2014 e non quest’anno. Nella lontanissima ipotesi che dovesse essergli conferito, non solo si offenderebbe la memoria delle vittime cecene e della giornalista Anna Politkovskaja, ma si finirebbe anche per svilire totalmente il prestigio di un riconoscimento di cui sono state insignite personalità come Martin Luther King, Nelson Mandela e Liu Xiaobo.