La politica familiare tra Vaticano e Italia

Monsignor Vincenzo Paglia, esponente di spicco della Comunità di Sant’Egidio, è stato nominato nuovo Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il fondatore di Sant’Egidio è Andrea Riccardi, ministro italiano con delega alla famiglia.

di robo

Mentre Benedetto XVI era in visita alle zone terremotate dell’Emilia, nella curia vaticana soffiava aria di rinnovamento. Sono state rese note, infatti, ben sei nuove nomine nella Curia. Eccole: Mons. Jean-Louis Bruguès nominato Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa; Mons. Krzysztof Józef Nykie nominato Reggente della Penitenzieria Apostolica; il nuovo Vice Presidente della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” è Mons. Joseph Augustine Di Noia; Mons. Arthur Roche è stato nominato Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti mentre Segretario Aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie è Mons. Protase Rugambwa. La sesta nomina è quella su cui mi soffermo: Mons. Vincenzo Paglia (in foto), finora Vescovo di Terni-Narni-Amelia, è stato nominato da papa Ratzinger come Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Dopo l’exploit milanese dell’incontro mondiale delle famiglie, infatti, il cardinal Ennio Antonelli, ha dato le dimissioni da Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia e si è proceduto alla nomina del successore. Possiamo leggere quattro aspetti in questa nomina e cioè: una curiosità, uno sguardo al futuro, una constatazione e un collegamento con la politica italiana.

La curiosità riguarda il fatto che Vincenzo Paglia è stato finora vescovo di Terni, della diocesi, cioè, in cui si venera San Valentino, il patrono degli innamorati: quasi logico, quindi, il passaggio alle famiglie. Lo sguardo al futuro ci fa pensare che, probabilmente, monsignor Paglia, sarà cardinale al prossimo concistoro, andando a infoltire il gruppo degli italiani (e, considerando il suo alto livello di visibilità mediatica, con qualche chance di accedere al soglio pontificio). Come sempre le cose non sono mai sicure, quindi è probabile che Paglia venga nominato cardinale (i suoi tre predecessori al Pontificio Consiglio per la Famiglia erano cardinali anche se è da notare che solo uno di loro – il primo, Eduard Gagnon – è stato eletto alla porpora dopo la nomina, mentre gli altri due – Alfonso Lopez Truijllo ed Ennio Antonelli – erano già cardinali al momento della nomina).

Il ministro Andrea Riccardi

La constatazione è che il nuovo Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia è esponente di spicco della Comunità di Sant’Egidio, mentre Ennio Antonelli lo era del Movimento dei Focolarini. Non si tratta solo di sfumature secondarie, ma anche di modi diversi di affrontare la questione famiglie (mentre i Focolarini hanno tutta un’organizzazione per il sostegno famigliare, la Comunità di Sant’Egidio non ce l’ha, anzi ha fatto molto scalpore il fatto che un membro di Sant’Egidio abbia chiesto l’annullamento del matrimonio dopo ben venticinque anni di vita insieme a sua moglie e il matrimonio è stato dichiarato nullo dalla Rota perché, a quanto pare, l’uomo era stato costretto, dai vertici della Comunità di Sant’Egidio, a sposare la donna che aveva messo incinta).

La Comunità di Sant’Egidio ci fa compiere anche un collegamento con la politica italiana. Il fondatore (nonché leader) della Comunità di Sant’Egidio, infatti, è Andrea Riccardi, Ministro senza portafoglio per la cooperazione internazionale e l’integrazione con delega alle politiche per la famiglia. La politica familiare di due Stati (Italia e Vaticano) è, quindi, in mano alla Comunità di Sant’Egidio.

Foto | © TM News