Verona, sacerdote condannato per tentata estorsione: “20 euro per bendire”

Avrebbe chiesto 20 euro per benedire un defunto. Contro la condanna del parroco già annunciato il ricorso in appello

Don Silvano Corti, sacerdote a Verona, è stato condannato a un anno e due mesi per tentata estorsione, con rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena se si viene condannati.

Il parroco della chiesa del Santissimo Redentore al cimitero monumentale era stato denunciato con l’accusa di aver chiesto a una impresa di pompe funebri 20 euro per dare la sua benedizione a un defunto. Poi le indagini erano andate avanti fino al rinvio a giudizio del prete e alla sua condanna.

Il religioso da sempre si dice estraneo all’accusa di aver tentato di estorcere del denaro per benedire. Prima di recarsi in tribunale per la sentenza sulla sua pagina Facebook Don Corti aveva scritto:

«Ci sarà l’udienza in tribunale a Verona per l’accusa che mi sta facendo soffrire ormai da più di un anno e mezzo. Chiedo a tutti i miei amici la preghiera al Dio della Vita e della storia. E rinnovo ancora una volta la mia fiducia nella Magistratura Veronese e nella sua saggezza nel giudicare».

Il verdetto pronunciato dal giudice Isabella Cesari è semplicemente:

un assurdo

ha commentato l’avvocato del prete, annunciando il ricorso in appello contro la sentenza di condanna.

L’impresa di pompe funebri nel presentare la denuncia contro il religioso aveva messo in mano agli investigatoti un file audio, poi ascoltato in aula, per sostenere l’accusa di tentata estorsione a carico di Don Silvano Corti.

Tutti lasciano almeno venti euro e se non verranno lasciati non andrò a dare la benedizione e non permetterò di farlo nemmeno ai miei diaconi

avrebbe detto il parroco secondo quanto riporta L’Arena di Verona.