Rivoluzione Azzurra – Oggi il Consiglio Federale. I lettori di Rugby 1823 sfiduciano Mallett

Inizia oggi e durerà fino a domani il Consiglio Federale della Fir, presieduto dal presidente Giancarlo Dondi. Dei punti all’ordine del giorno ho già parlato e qui troverete tutte le news, le indiscrezioni e i comunicati ufficiali che arriveranno da Parma. Io dubito che dal CF usciranno novità sconvolgenti, anzi, sono più che convinto che

Inizia oggi e durerà fino a domani il Consiglio Federale della Fir, presieduto dal presidente Giancarlo Dondi. Dei punti all'ordine del giorno ho già parlato e qui troverete tutte le news, le indiscrezioni e i comunicati ufficiali che arriveranno da Parma. Io dubito che dal CF usciranno novità sconvolgenti, anzi, sono più che convinto che i punti fondamentali del dibattito, cioé la riforma dello staff tecnico e dirigenziale, verranno rimandate a data da destinarsi. In ogni caso, i lettori del blog si sono già espressi. Mallett a casa e rivoluzioniamo tutto.

Più di ottocento voti sono giunti in questi giorni a Rugby 1823 e i dati sono inequivocabili. I tifosi non credono più in Mallett. Il 67% dei votanti, infatti, ne chiede l'esonero, contro un 23% che vuole rinnovare lo staff tecnico, ma mantenere l'head coach in sella.

Come detto, dubito che da questo Consiglio Federale esca qualche novità importante, ma volendo essere ottimisti, ecco un paio di considerazioni che, spero, la Fir farà.

Se, come dicono molti colleghi più addentro di me nelle questioni federali, Giancarlo Dondi ha veramente rinnovato prima del 6 Nazioni il contratto a Nick Mallett, non aspettando la data naturale di giugno per ridiscutere la posizione del coach sudafricano, allora Mallett ce lo dovremo tenere fino al 2011. Troppo oneroso un licenziamento e impossibile appellarsi alla clausola originale del contratto che prevedeva la possibilità di scindere il rapporto dopo due anni. Se così fosse, allora, dovrebbe essere la posizione del presidente Dondi a venir messa in discussione. Rinnovare la fiducia dopo il pessimo novembre senza aspettare la prova del nove (il pessimo 6 Nazioni) significa non avere assolutamente capacità dirigenziali. Obbligare l'Italia a continuare con Mallett nonostante i risultati, rendere impossibile un cambiamento in corsa e riporre cieca fiducia nel coach sudafricano, alla luce dei risultati, è una scelta suicida. E, in un mondo normale, chi compie queste scelte deve renderne conto. Ma siamo in Italia e parliamo di un organo federale. Quindi la mia è una pia illusione.

Passiamo, quindi, al discorso staff tecnico. Ieri, come annunciato, è stato esonerato il coach della Scozia Frank Hadden. La Federazione scozzese sta quindi muovendosi per rinnovare il proprio staff tecnico ed è il momento di intervenire. Perché? Perché in Scozia lavora uno dei pochi allenatori italiani di caratura internazionale, perché a Edimburgo c'è un campione, bandiera italiana, che ha dimostrato con i fatti e i risultati (che purtroppo nelle scelte federali contano come il due di picche a briscola) di saper inventarsi un pacchetto di mischia vincente partendo da un gruppo di giocatori fino ad allora fallimentari. Massimo Cuttitta, coach degli avanti dell'Edimburgo e di Glasgow, cioé delle due franchgie che compongono la Scozia, consulente della nazionale scozzese, ha umiliato il 27 febbraio la tanto blasonata mischia italiana. E in tutto il 6 Nazioni il pack del cardo è stato il reparto che si è salvato dalla mediocrità e dall'anonimato scozzese. Se non vogliamo regalare un bene così grande alla Scozia per altri due anni, è il momento di decisioni importanti. Da prendere subito, senza tergiversare in discussioni politiche o d'interesse. L'Italia che punta ai mondiali del 2011 non può prescindere dai migliori tecnici in circolazione. E, piaccia o no ai federali, Massimo Cuttitta è uno di loro. Ed è già stato colpevolmente dimenticato per troppi anni.