La Gabbia, la puntata del 2 ottobre 2013

La Gabbia in diretta su PolisBlog.

00.23 Finisce la puntata.
00.20 “Santanchè ha detto ad Alfano, se vuoi prendi la mia testa tanto non mi serve a un caxxo”.
00.15 Poi spazio al Pravettoni di Hendel.
00.13 Paragone e Finardi duettano in Nuovo Umanesimo.
00.08 Paolo Hendel e il suo Pravettoni, dopo la pubblicità, insieme a Eugenio Finardi.
00.05 Barnard dice che il debito pubblico in Italia è esploso dopo Tangentopoli e non con Craxi e Forlani.
00.04 Barisoni contesta il fatto che il governo italiano abbia accettato il fiscal compact.
00.02 Barisoni a Barnard: “Ha fatto un minestrone intelletualmente criminale”.
23.58 Barnard fa il suo secondo intervento puntando ancora sull’impotenza del governo italiano rispetto all’Europa.
23.54 Abbado, Rubbia, Piano: 0 presenze in Senato, sebbene convocati per 207 votazioni. Catteneo solo nove presenze.

23.52 Paragone ricorda il nome ‘nuovo’ per la spending review: Carlo Cottarelli. Poi va in onda un servizio sulle presenze in aula dei senatori a vita.
23.45 Sgarbi si è seduto tra il pubblico: “Mi vorrei incaxxare, ma non riesco. Mi sento in imbarazzo. Per fare la legge elettorale basterebbero 12 minuti. Perché non lo fanno? Perché sono delle teste di caxxo”.

23.41 Facci a Puppato: “Quando la fate questa caxxo di legge elettorale?” La risposta:
“La prova del nove la avremo in tempi rapidi. La legge elettorale è in giacenza in Commissione Affari costituzionali. Anna Finocchiaro è una persona molto determinata. Discuteremo di questa proposta in maniera prioritaria”.
23.40 Nuovo collegamento da Montecitorio.
23.39 Parla anche un esponente dell’Esercito di Silvio.
23.36 Un benzinaio in studio assicura che guadagna “1 centesimo netto al litro”
23.34 Riascoltiamo una parte del discorso odierno di Letta sui provvedimenti presi dal suo governo nei confronti delle imprese e dei giovani.

Grazie a questo governo gli italiani hanno pagato in questi 5 mesi rispetto al previsto 3 miliardi in meno.

23.33 A Palazzo Grazioli continuano ad arrivare gli altri fedelissimi del Cavaliere.
23.31 Puppato ottimista sui tagli seri agli sprechi della pubblica amministrazione.
23.29 Paragone dà spazio alle opinioni del pubblico.
23.23 Barisoni: “Non diamo tutte le colpe all’Europa”.
23.21 Sgarbi: “Angelino Alfano non esiste”. Poi critica anche Quagliarello, che a dicembre scorso aveva detto di preferire Monti a Berlusconi ma ora è al governo con il Cavaliere.
23.20 Per Facci quello dei dissidenti è un “tradimento”:

Sembrano i topi che scappano dalla nave.

Il giornalista però ritiene che anche Berlusconi abbia tradito i suoi (i falchi).
23.17 Anche Vittorio Sgarbi è in studio. Il critico evidenzia che Berlusconi “è nell’angolo e non può scappare”.
23.13 È il momento del servizio satirico di Saverio Raimondo, che prende di mira Francesca Pascale..

23.07 Pubblicità.
23.05 Parlano gli operai AGFA: 123 famiglie sono rimaste a terra.
23.02 Eugenio Finardi in studio. Che si definisce “padre di una disabile a cui la Fornero ha rubato la pensione”. Poi sbotta:

Tutta la classe dirigente italiana fa schifo.

23.02 Facci nota che tutto viene messo in relazione a “cosa penseranno i mercati”. Poi ricorda che gli ultimi due governi non sono stati votati dagli italiani.
22.59 Scanzi nota il dislivello tra il Paese reale e la classe politica.
22.57 Puppato: “In Europa abbiamo mandato Iva Zanicchi, votandola”.
22.54 Barisoni, direttore di Radio24, ricorda che per aprire un capannone in Italia ci vogliono 5 volte del tempo che serve in Spagna. Il giornalista invita a rammentare che il debito pubblico è stato creato da noi e quindi non sempre è giusto dare colpe agli stranieri.

22.50 Secondo Morra Napolitano sta decidendo chi deve vincere la partita, non comportandosi da arbitro.
22.49 Facci definisce “signori vigliacchi” i presenti in studio.
22.47 Facci ritiene pericoloso trasmettere le dichiarazioni di persone che dicono “io gli sparerei”. E se la prende con il pubblico in studio che ha applaudito. Facci parla di apologia di reato.

22.46 C’è anche chi rimpiange Craxi.

22.40 Un servizio racconta le 42 scadenze fiscali di lunedì 30 settembre. Poi raccoglie le opinioni dei cittadini sulla politica italiana.
22.36 Pubblicità.
22.33 Il giornalista ribadisce che tutto è deciso in Europa, mentre a Roma la politica si rende protagonista di sceneggiate.
22.30 Paolo Barnard in studio. Il giornalista ricorda la ‘confessione’ di Elsa Fornero: la riforma delle pensioni fu realizzata per andare incontro ai mercati finanziari.
22.28 Morra parla di “farsa” per descrivere quanto avvenuto oggi al Senato.
22.28 Collegamento da Montecitorio, c’è Morra, senatore M5S.
22.26 Per Scanzi il vero presidente del Consiglio è Napolitano e sarebbe stato quest’ultimo a spingere Alfano contro Berlusconi.
22.24 Tosi però la fa molto più semplice e sostiene che gli scissionisti hanno fatto appello alla loro credibilità.
22.23 Paragone chiede a Tosi quanto comunione e liberazione abbia coperto le spalle ad Alfano che ha sfidato apertamente Berlusconi.
22.22 Puppato: “Quello che è avvenuto oggi è un punto per la democrazia”.
22.20 È arrivata in studio Laura Puppato. La democratica analizza:

Berlusconi oggi ha voluto completare la sua esistenza parlamentare come vincitore.

22.19 Ieri sera i parlamentari del Pdl erano tutti a cena a Roma, falchi e colombe insieme.
22.18 Spazio anche alle parole dei parlamentari del M5S e del Pd.
22.13 Un servizio racconta il nervosismo all’interno del Pdl.
22.07 Pubblicità.
22.06 Tosi sostiene che sia ingiusto chiamare traditori i dissidenti del Pdl.
22.05 Di Pietro prende le difese del M5S ricordando che la mozione dei grillini per cambiare il Porcellum è stata bocciata dal Pd.
22.02 Di Pietro chiede a Mineo di fare una mozione per rendere palese il voto sulla decadenza da senatore di Berlusconi. Il democratico risponde:

Le regole in corso non si cambiano.

22.00 Di Pietro contro il Pd: “Io conosco due partiti democratici. Uno in cui speravo e spero.

L’altro è una vecchia dirigenza, sono figli politici della democrazia cristiana che stanno un po’ ovunque, che si chiamino Giovanardi o Letta.

21.59 Di Pietro:

Domani c’è la stessa maggioranza di ieri, si tornerà a discutere di Iva e Imu.

21.57 Mineo spiega che se avesse scritto lui il discorso di Letta, Berlusconi non avrebbe potuto cambiare idea.
21.56 Scanzi a Mineo: “Quando vi arrabbierete sul serio, voi eterni dissidenti? Voi gettate sempre la spugna”
21.53 Mineo: “Berlusconi si è fatto mettere sotto da Alfano. È uno sconfitto, esce di scena. Tenta disperatamente di tenere unite le truppe”.

21.52 Galan non ha votato la fiducia al governo Letta.
21.51 Galan esclude che Berlusconi sia stato convinto da qualcuno.

Credo che abbia avuto una preoccupazione: mantenere unito il partito. Ma è un’illusione, purtroppo.

21.48 Mussolini non nasconde di non avere fiducia nel governo Letta.
21.46 Un servizio indaga su quanto avvenuto all’interno del centrodestra, ormai diviso in Parlamento.
21.41 Pubblicità.
21.40 Galan e Mineo in collegamento da Montecitorio. Galan:

C’è stata una scissione, è evidente.

21.38 Tosi: “In questo Parlamento si ragiona per bande, chi è a favore e chi è contro Berlusconi”.

21.35 Scanzi accusa Letta di mentire in tv “quando è stato non intervistato dal non giornalista Fazio”; poi lo definisce “coniglio mannaro”. Il giornalista inoltre è cauto sul fatto che si possa dire che Berlusconi è finito.
21.35 Letta su Berlusconi.

21.33 Per De’ Manzoni Berlusconi ha sbagliato a far dimettere i ministri del Pdl. Il vice direttore di Libero sostiene che la lotta del Cavaliere riprenderà già in queste ore. Per Di Pietro Berlusconi si sarebbe dovuto dimettere e dovrebbe mettersi nelle mani dei magistrati.
21.31 Di Pietro:

Il Parlamento è pieno di Scilipoti. Non sono d’accordo che si usi la politica per fini personali, soprattutto se giudiziari. Ma mi fanno schifo quelli che vendono il proprio voto.

21.30 Ospiti in studio sono anche Massimo De’ Manzoni e Andrea Scanzi.
21.28 Collegamento da Piazza Grazioli, dove Berlusconi è con Brunetta, Ghedini, Gianni Letta, Gasparri, Miccichè.
21.26 Paragone chiede alla democratica quanto le piace essere alleata di governo con il “capo della buffonata”.
21.22 Bonafè del Pd parla di “buffonata” e auspica che da domani non ci siano più ricatti.
21.22 Collegamento in diretta da Montecitorio. Dopo il voto alla Camera i dissidenti del Pdl, guidati da Formigoni, si riuniscono.
21.19 Si parte dall’annuncio del sì di Berlusconi oggi al Senato.

21.19 Inizia la diretta.

In una delle giornate decisive per la politica italiana in cui il governo delle larghe intese presieduto da Enrico Letta dovrebbe comunque portarsi a casa la fiducia, la quarta puntata de La Gabbia, il talk show di La7 condotto da Gianluigi Paragone, si occupa dei tempi più attuali con collegamenti da i tre luoghi simbolo: Montecitorio, Palazzo Grazioli e il Quirinale.
Ospiti in studio, tra gli altri, saranno IL presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, il sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi e la parlamentare del Pd Laura Puppato.

Nel corso della puntata, seguita in liveblogging da PolisBloG a partire dalle 21, e dal titolo ‘Lunghi coltelli’, Paolo Hendel porterà la surreale ironia del magnate Carcarlo Pravettoni. Spazio anche ai servizi satirici di Saverio Raimondo.


La Gabbia, puntata 2 ottobre 2013

La Gabbia, puntata 2 ottobre 2013
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