Affonda al largo della Libia un barcone di disperati: centinaia i dispersi ma il bilancio è incerto

Una nuova tragedia che vede protagoniste le cosiddette “carrette del mare”. Ci sono almeno duecento dispersi (quasi sicuramente morti) per colpa di un barcone affondato al largo della costa libica dopo un viaggio terribile. Come spiega il Corriere c’era un vento fortissimo e il mezzo era in condizioni disperate, anche perchè era stracarico di migranti.

Una nuova tragedia che vede protagoniste le cosiddette "carrette del mare". Ci sono almeno duecento dispersi (quasi sicuramente morti) per colpa di un barcone affondato al largo della costa libica dopo un viaggio terribile. Come spiega il Corriere c'era un vento fortissimo e il mezzo era in condizioni disperate, anche perchè era stracarico di migranti. Si parla addirittura di altre due imbarcazioni naufragate.

La barca di cui si sa qualcosa di sicuro era partita da Said Bilal Janzur la notte tra sabato e domenica. Il numero dei dispersi, e dei morti, potrebbe salire di ora in ora. Per ora ci sono 20 persone annegate (6 egiziani) e 23 tratte in salvo (di cui 10 egiziani).

Le autorità libiche hanno perso il contatto radio con le altre due imbarcazioni, e i dispersi sarebbero un centinaio. Salgono invece a 213 sulla base delle testimonianze di alcuni superstiti, secondo cui sull'imbarcazione c'erano 257 persone. Notizie confuse anche su una quarta barca con 350 persone a bordo soccorsa domenica.

Ma i viaggi della disperazione verso l'Italia continuano senza sosta: sono oltre 400 gli extracomunitari che sono arrivati a Lampedusa, dopo i 222 di lunedì.

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ribadisce che gli sbarchi

"termineranno il 15 maggio, quando entrerà in vigore l'accordo siglato dal governo italiano con quello libico sul pattugliamento congiunto delle coste. Noi controlliamo e gestiamo coloro che a bordo dei barconi arrivano nelle acque di competenza italiana. Diamo soccorso e sostegno. Non possiamo che auspicare che lo stesso venga fatto da altri per evitare tragedie che addolorano tutti. Facciamo tutto questo anche se sappiamo che altri, che dovrebbero intervenire, girano la testa dall'altra parte. Per quanto ci riguarda anteponiamo ai confini territoriali e ai trattati la vita umana"

Sull'isola tra l'altro continua il caos perchè c'è stata una nuova fuga dal Centro di identificazione ed espulsione. I migranti sono stati però bloccati dai carabinieri.

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