Arresto violento: carabiniere condannato a Lucca

Il carabiniere aveva arrestato un ladro. È stato condannato per lesioni personali con l’aggravante di aver commesso il fatto in violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione

Un carabiniere in servizio a Lucca coglie sul fatto, in flagranza di reato, un ladro che stava rubando dentro un’azienda, ma quest’ultimo dopo il fermo denuncia il militare per lesioni facendolo finire alla sbarra.

Il carabiniere rinviato a giudizio è stato poi riconosciuto colpevole quindi condannato a 6 mesi di reclusione, con pena sospesa, e al risarcimento dei danni all’arrestato pari a 7500 euro oltre alla rifusione delle spese, 1750 euro più Iva, con il pagamento di una provvisionale di 3500 euro alla parte civile.

La sentenza è stata emessa qualche settimana fa e la polemica è subito montata. Il carabiniere della Compagnia di Lucca vuole mantenere l’anonimato ma alla stampa locale ha voluto comunque raccontare quello che gli è accaduto dicendosi amareggiato del fatto che chi cerca di assicurare alla giustizia ladri e malviventi, per 1200 euro al mese di stipendio, deve rischiare situazioni che a lui devono essere sembrate quasi kafkiane.

I fatti oggetto del processo risalgono al lontano 12 settembre del 2011 quando una pattuglia di militari dell’Arma arresta un uomo di nazionalità tunisina che, come messo a verbale dai carabinieri, stava rubando fili di rame in una cartiera del capannorese.

L’uomo, dopo un tentativo di fuga viene ammanettato ma dopo, durante il fotosegnalamento in caserma, chiede di essere portato in ospedale perché lamenta gravi dolori e ferite provocate da un arresto eseguito in modo violento, con tanto di trascinamento a terra.

Il pronto dimette l’arrestato con una diagnosi di «trauma cranico non commotivo, ematoma al collo, contusioni multiple e micro frattura di una costola». Il carabiniere viene quindi rinviato giudizio e condannato per lesioni personali con l’aggravante di aver commesso il fatto in violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o di pubblico servizio.

Il giudice che ha condannato il militare alla Gazzetta di Lucca rivendica il suo operato:

“Non è mia abitudine fare interviste o rispondere pubblicamente sul mio operato. C’è una sentenza che io ho ritenuto giusto emettere e che invito a leggere. Ovviamente ci potrà essere un appello, per carità, nessun problema, ma fino a prova contraria io ho fatto il mio dovere di giudice. Del resto, e perdonatemi, forse avrei dovuto non vedere la frattura alle costole o l’occhio tumefatto o il trauma cranico soltanto perché si trattava di un immigrato e, magari, perché era un tunisino? Abbiamo già visto che cosa è accaduto per Cucchi, io, per quanto mi riguarda, giudico in base ai fatti e non alle opinioni o alle convinzioni politiche. C’è stato un comportamento che, a mio avviso e non solo, ma anche secondo testimonianze e referti, non quadrava. In più, non si capisce per quale motivo il ladro non era stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Evidentemente tale resistenza non c’era stata. Comunque non vado oltre. Non voglio fare polemiche”

ha detto Carlo Annarumma, gip e giudice del tribunale di Lucca.

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