Lecce, gestivano monopolio videopoker: 27 arresti

Ad eseguire l’operazione “Clean game” i militari del Nucleo di polizia tributaria di Lecce. Sequestro beni da 13 mln.

    Aggiornamento 19:40. Le 27 ordinanze di custodia cautelare, di cui 19 in carcere e 8 ai domiciliari, sono state eseguite oltre che in Salento, a Rimini, Crotone, Milano e Modena. Le indagini della Gdf erano iniziate due anni fa rilevando le manomissioni delle slot machine e videopoker. Tra i nomi degli arrestati spiccano quelli dei fratelli Saverio, Salvatore, Pietro e Pasquale De Lorenzis di Racale (Lecce) considerati dagli inquirenti “i capi promotori e organizzatori” del sodalizio criminale che gestiva con violenze e minacce il business dei videopoker illegali anche con la complicità di alcuni presunti esponenti del clan Femia della ‘ndrangheta. Il procuratore di Lecce, Cataldo Motta in conferenza stampa ha spiegato che il gruppo “avvalendosi della forza di intimidazione legata al nome che si erano fatti, anche in virtù dei passati legami con il clan Troisi di Casarano e Padovano di Gallipoli” avrebbe imposto l’acquisto e l’uso delle macchine videopoker manomesse a agli esercizi commerciali. I software delle slot sempre secondo le indagini erano stati manipolati per limitare il numero delle vincite e per trasmettere solo in parte i dati delle giocate ai Monopoli. Proprio un funzionario infedele dei Monopoli di Stato avrebbe informato gli indagati ogni qual volta c’era aria di ispezioni e controlli. L’uomo è stato arrestato per corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa.

Detenevano il monopolio illegale nella produzione e distribuzione di macchine videopoker le 27 persone arrestate nel Leccese stamattina con l’accusa di far parte di due distinti gruppi criminali accomunati dalla stessa attività illecita.

In pratica gli arrestati imponevano agli esercenti i propri videopoker avvalendosi di intimidazioni e minacce.

Ad eseguire l’operazione denominata Clean game sono stati i militari del Nucleo di polizia tributaria di Lecce che contestualmente agli arresti hanno eseguito un sequestro di beni per un valore complessivo di oltre 12 milioni di euro in base alla normativa antimafia.

I provvedimenti restrittivi a carico degli indagati per aver gestito il monopolio dei videopoker sono stati richiesti dalla procura di Lecce, l’inchiesta è stata coordinata dal procuratore Cataldo Motta che nelle prossime ore terrà una conferenza stampa per spiegare i dettagli del blitz.

(in aggiornamento)

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