Ore 12 – L’abbraccio (del mini compromesso storico) fra Casini e Bersani. Svolta o … farsa?

Silvio Berlusconi è tornato il vulcano che erutta demagogia. E Pier Ferdinando Casini ha preso la palla al balzo per l’ennesima virata, stavolta puntando sull’alleanza con Pier Luigi Bersani. Con il Cav in campo, nessun incontro con il Pdl, tanto meno una fusione-confusione di una destra populista contro il Pd e contro la sinistra. Massimo

Silvio Berlusconi è tornato il vulcano che erutta demagogia. E Pier Ferdinando Casini ha preso la palla al balzo per l’ennesima virata, stavolta puntando sull’alleanza con Pier Luigi Bersani. Con il Cav in campo, nessun incontro con il Pdl, tanto meno una fusione-confusione di una destra populista contro il Pd e contro la sinistra. Massimo D’Alema gongola perché, a suo dire, si delinea “un asse fra la sinistra riformista e il centro democratico”. Addirittura c’è chi si spinge oltre, rinvangando il passato, riproponendo il compromesso storico, come se ci fosse ancora un mondo diviso in blocchi, e una Italia con partiti quali la DC e il PCI e con leader politici quali Moro, Andreotti, Fanfani e Berlinguer, Amendola, Lama. La strategia politica elaborata nel 1973 dal segretario del Pci (ben oltre il 30% dei consensi elettorali) si basava sulla convinzione che in Italia le sinistre non potessero governare da sole con una maggioranza risicata, pena il rischio di destabilizzazioni politiche e di manovre antidemocratiche, come già accaduto in Cile con il golpe militare contro il governo di Salvador Allende; puntava perciò a ricercare un accordo delle tre grandi componenti popolari (comunisti, socialisti e cattolici) e quindi con il partito ritenuto rappresentante delle masse cattoliche (la Dc) per garantire una larga base di consenso a una politica di grandi riforme per rinnovare l’Italia sulle line tracciate dalla Costituzione antifascista. Sull’altra sponda, Moro, non senza forti contrasti interni, aprì a Berlinguer, puntando sulla possibilità dell’alternanza di governo fra partiti diversi, e a fare del PCI un partito totalmente dentro la democrazia occidentale, senza più vincoli ideologici e politici con il comunismo sovietico. Si sa come finì. E adesso? Allora c’era anche Craxi e oggi Vendola… Insomma, con questi partiti e con questi uomini in campo, la tragedia è scartata in partenza. Si può dire la stessa cosa per la farsa?