Fiducia: dibattito e voto in diretta (Video streaming)

La diretta della giornata decisiva per il governo Letta.

Alla dichiarazione di voto del Pdl, fatta dal senatore Silvio Berlusconi, l’atmosfera tra i banchi del governo si è letteralmente distesa e risollevata all’annuncio del voto di fiducia. Letta ed Alfano si sono scambiati complici sguardi e, ad un laconico “E’ un grande” di Enrico Letta, Alfano ha mugugnato: “Grande, si”.

Il voto di fiducia

14:52 – Presenti 307, votanti 205. Favorevoli 235, contrari 70, astenuti 0. Il Senato approva la fiducia al governo.

14:37 – Al termine della prima chiama, stando ai voti espressi fino a questo momento dai senatori, il governo godrebbe già della maggioranza matematica ed avrebbe così garantita la fiducia. All’uscita dal Senato Berlusconi, che è salito su di un’auto per recarsi nella sua residenza romana, è stato sonoramente fischiato da un manipolo di persone presenti sul posto.

13:58 – Il voto di fiducia sarà nominale, sono cominciate ora le operazioni di voto: la chiama inizia dalla senatrice Bencini.

Le dichiarazioni di voto

13:54 – Lucio Barani, in dissenso con il gruppo Grandi Autonomie, raccoglie “il ramoscello d’ulivo” proposto da Berlusconi e voterà la fiducia al governo.

13:51 – Francesco Nitto Palma, chiedendo la parola in via eccezionale e in disaccordo con il gruppo parlamentare del Pdl, chiede, in virtù dell’intervento del collega Zanda, se si possa realmente realizzare una nuova maggioranza di governo: non potendosi astenere (al Senato vale come voto contrario) Nitto Palma ha deciso di lasciare l’aula.

13:47 – Il PD voterà, come è ovvio, la fiducia. Zanda accoglie con favore “la nuova maggioranza”, cosa che sembra errata vista la fiducia garantita da Berlusconi: in realtà è un messaggio politico ad Alfano a continuare lungo la sua strada e creare un nuovo gruppo parlamentare.

L’intervento di Zanda è stato fortemente criticato dall’ala del Pdl al Senato.

13:35 – Il PDL voterà la fiducia al governo Letta.

13:31 – Silvio Berlusconi interviene in nome del Popolo della Libertà. Andrea Sarubbi, sempre puntualissimo, ha twittato:

13:28 – Il Movimento 5 Stelle ha confermato, con il cinico sarcasmo di Paola Taverna, la totale sfiducia non solo al governo ma all’intera classe politica.

“Siete niente”

Nel frattempo Berlusconi è rientrato in Aula:

13:18 – Scelta Civica, per bocca del senatore Mario Monti, lancia un appello al Pdl affinchè torni sulle proprie posizioni e garantisca il sostegno al governo. SC ha annunciato che voterà la fiducia al governo.

13:07 – La Lega Nord, nonostante la “simpatia” per l’onestà e la trasparenza di Letta, non voterà la fiducia al governo.

12:56 – Sinistra Ecologia e Libertà chiede discontinuità con il recente periodo di larghe intese: non voterà la fiducia al governo, nonostante Sel sia in Parlamento grazie all’apparentamento con il Pd. La senatrice De Petris insegna alla destra come deve essere la destra e lamenta al premier Letta parole blande sulla fine della “fase del berlusconismo in Italia.”

12:45 – Grandi Autonomie e Libertà annuncia che non voterà la fiducia al governo. Nel suo discorso il senatore Marco Ferrara, citando Tommaso Moro, ricorda:

“Se si fanno le scelte sbagliate non si può avere la fiducia degli altri.”

12:33 – Il Movimento per le Autonomie annuncia la fiducia al governo e definisce “irresponsabile” l’atteggiamento del Pdl.

La replica di Letta

12:28 – Letta ricorda l’importanza della presenza italiana in Europa, l’importanza di giocare “d’attacco”.

“Oggi è una giornata storica”

nella quale si vedrà la nascita di una nuova maggioranza. Letta ha legato il destino del governo alla risoluzione Zanda-Monti.

12:23 – Letta ringrazia tutti gli interventi, critici e non, sottolineando l’impegno del governo a fare bene nell’interesse del Paese. Ha ribadito il concetto che, se si votasse ora, ci si ritroverebbe nella medesima situazione di marzo.

12:20 – In Aula si è conquistato uno spazio anche Scilipoti, che ha inveito contro il Presidente Letta urlando:

“Non la pensavi così fino a 3 anni fa. […] Bisogna bastonare i traditori.”

riferendosi, si presume, al senso di responsabilità delle forze politiche (Scilipoti fondò il Movimento dei Responsabili fuoriuscendo dall’Idv per aggregarsi al Pdl).

12:15 – Enrico Letta afferma di non aver dormito questa notte. In virtù del dibattito in Aula conferma la sua volontà ad andare avanti, ringraziando sia le critiche che gli apprezzamenti espressi dai senatori nel corso del dibattito. Letta ha espresso vicinanza alla senatrice De Pin, aggredita verbalmente (pare con minacce di morte) dagli ex colleghi del M5s.

“Non ne posso più delle minacce a chi cambia idea”

Il dibattito

12:01 – Mentre Sandro Bondi accusa gli ex alleati di voler “umiliare” Berlusconi, il Pdl e l’Italia intera, sono comparse alcune fotografie recanti le firme dei senatori Pdl fuoriusciti.

Roberto Formigoni, Vincenzo D’Ascola, Antonio Caridi. E ancora: Federica Chiavaroli, Giuseppe Mariniello, Giuseppe Pagano, Salvatore Torrisi, Naccarato, Guido Viceconte, Pietro Aiello, Bruno Mancuso

11:55 – Secondo quanto riportato dall’Ansa la riunione del gruppo Pdl al senato ha deciso che non voterà la fiducia al governo: la rottura delle larghe intese Pd-Pdl è dunque ufficiale.

11:42 – Silvio Berlusconi, secondo quanto trapelato da alcuni fedelissimi, starebbe meditando la possibilità di intervenire in Aula nel corso delle dichiarazioni di voto.

11:41 – Il leghista Raffaele Volpi è l’unico a ricordare, in Aula, il tema dell’immigrazione ed i migranti morti in Sicilia nel corso dell’ultimo drammatico sbarco.

11:30 – Peppe De Cristofaro, senatore di Sel, nel suo intervento in Aula annuncia che il suo gruppo non apprezza l’operato del governo, ma ritiene intollerabile che si possa sciogliere il Parlamento senza aver votato la decadenza di Berlusconi. Sel auspica dunque un governo di scopo a breve termine e non voterà la fiducia a questo governo. Nel frattempo Dario Franceschini, intervistato dai cronisti, si è dichiarato ottimista:

“Mi pare evidente che la mozione firmata anche da 23 esponenti del Pdl stabilisce che politicamente nasce una nuova maggioranza che consente a questo governo di andare avanti.”

Dalla riunione del Pdl intanto pare che la possibilità di votare la fiducia al governo verrà messa ai voti.

11:24 – Il ministro Quagliariello ha in mano le firme dei fuoriusciti dal Pdl:

11:19 – E’ un vero e proprio caos al senato: il Movimento 5 Stelle ha inveito compatto contro la senatrice De Pin, espulsa dal Movimento come dissidente.

Secondo numerose testimonianze alcuni senatori del Pd denunciano minacce.

11:15 – Intervistato dai giornalisti a margine del dibattito in Senato, Roberto Formigoni ha dichiarato che voterà la fiducia al governo Letta, annunciando anche la creazione di un nuovo gruppo parlamentare:

“Siamo già in 25. E’ possibile che altri si aggiungano. Nel pomeriggio daremo vita a un gruppo autonomo chiamato ‘I Popolari’. Restiamo alternativi al centrosinistra, collocati nel centrodestra.”

Secondo quanto riferito da Sky Tv l’ex presidente lombardo pone come condizione alla sopravvivenza delle larghe intese un limite massimo di 2-3 anni.

11:07 – L’onorevole Servio Divina, Lega Nord, cita Craxi sulla pratica di buon governo, per valutare l’operato del governo Letta: un piatto della bilancia che pende in negativo, secondo il senatore leghista, e rende necessario il ritorno alle urne.

10:55 – La senatrice Paola De Pin, appartenente al gruppo Misto ma eletta con il M5s, ha annunciato che voterà la fiducia a Letta: è la prima ex-grillina ad affermarlo. Nel suo intervento non ha disdegnato attacchi agli ex colleghi pentastellati.

Secondo Sky i senatori del gruppo Pdl voteranno la fiducia al governo Letta.

10:52 – Mario Giarrusso, del M5s (membro anche della Giunta per le elezioni del Senato), accusa il governo di aver chiuso quella riforma desertificatrice della giustizia iniziata dal governo Monti, al culmine di 20 anni devastanti per la politica italiana.

Berlusconi, in riunione con i suoi, sta decidendo il da farsi. Mancano alla riunione 15 senatori del Pdl; mentre Nunzia Di Girolamo non rilascia dichiarazioni si viene a conoscenza che tra Pdl e Gal sarebbero 23 le firme raccolte in sostegno del governo Letta, a garanzia del voto di fiducia, non 20 come si pensava ieri.

10:47 – Riccardo Nencini, socialista appartenente al Gruppo Misto, parla di un “ciclo che si è chiuso per sempre”. Nessun Letta-bis, ci sarà discontinuità inevitabile con i tempi recenti di campagna elettorale e di governo, ma la fiducia è garantita.

10:40 – Lello Ciampolillo, del M5s, parla di fallimento totale del governo e della classe politica. Il Movimento 5 Stelle invita governo e Parlamento ad andare a casa.

10:35 – Pierferdinando Casini (Scelta Civica) chiede al Presidente del Senato Grasso, all’inizio del suo intervento, la sospensione della seduta ma gli viene chiesto di procedere. Denuncia un’atteggiamento costante da campagna elettorale da parte del Pdl, parlando di “amnesia collettiva” e ricordando che l’alleanza politica è di necessità, eterodiretta dal Quirinale.

“E’ inaccettabile ridurre la storia politica di Berlusconi ad una mera storia di criminalità.”

ha detto Casini, pur chiedendo di dividere realmente le vicende giudiziarie da quelle politiche e far continuare l’azione di governo. “Che Dio ce la mandi buona.”

Il discorso di Letta

10:23 – La politica è ridotta a cannoneggiamenti continui, a risse continue, ripiegatasi su se stessa e divenuta sorda ai bisogni degli italiani: Letta ha rivolto un appello al Senato chiedendo una maggiore concentrazione sulle risposte da dare al Paese. Le risposte in tema di pari opportunità, in materia ambientale, di contrasto mafioso, sulla legalità e lo stato di diritto, le risposte per aumentare gli investimenti.

Concludendo il discorso, durato circa 45 minuti, Letta parla di “coraggio e fiducia” lanciando un appello al Parlamento e chiedendo la fiducia “per gli italiani”, come segnale di un vero cambio di comportamento della politica.

10:19 – La Presidenza italiana dell’Ue rende necessaria una solidità ed una stabilità politica per avere voce in capitolo in Europa: crescita sarà la parola d’ordine, ma Letta ricorda anche che centrale sarà la gestione dei flussi migratori per far tornare Bruxelles a parlare di Mediterraneo. L’Italia, ha spiegato Letta, può essere protagonista del cambiamento in Europa. Al Consiglio d’Europa di fine ottobre l’Italia, conferma Letta, punterà tutto sull’agenda digitale.

Il sogno degli Stati Uniti d’Europa sarà centrale nella Presidenza italiana dell’Ue.

10:15 – A dibattito iniziato, Silvio Berlusconi, presente in Senato, ha dichiarato:

“Vediamo che succede. Sentiamo il discorso di Letta e poi decidiamo”

10:12 – Piano per il Mezzogiorno e continuità territoriale: a fiducia ottenuta Letta assicura di sbloccare i cantieri del sud (alta velocità fino a Reggio Calabria), vincere la battaglia contro la dispersione scolastica al sud.

10:10 – Completare il federalismo fiscale e la semplificazione, costruire un Patto di Stabilità interno capace di stimolare gli investimenti sono priorità per il 2014, secondo Enrico Letta. L’estrema vulnerabilità sociale, il dramma della disoccupazione, vanno affrontati per evitare che la rabbia sociale sfoci in violenza.

10:07 – Nessuna svendita ma iniezione di nuovi capitali per evitare di perdere il lavoro delle piccole e medie imprese del nord, queste le politiche industriali del governo a fiducia ottenuta. Ma anche la riforma della giustizia civile e di una riforma del fisco, proprio per aumentare l’attrattiva per i capitali stranieri.

“Expo 2015 è la svolta, un’occasione per tutta l’Italia.”

Sul tema di giustizia Letta si rifarà al gruppo di lavoro nominato da Napolitano nel marzo scorso, in linea con i dettami europei. Letta parla anche di riforma carceraria, non specificando quali misure intende adottare il governo.

10:03 – Letta annuncia che chiederà al procuratore Francesco Greco di aiutare il governo nella lotta all’evasione fiscale.

10:01 – Riduzione della spesa e riduzione delle tasse sono la direzione che il governo intende prendere: la spesa pubblica, nel 2014, sarà al centro di un processo di revisione procedurale ed economico. Carlo Cottarelli è annunciato come commissario per la spending review.

10:00 – Il “rischio fatale” che corre l’Italia, ha spiegato Letta, dipende tutto da un “si” o da un “no” che il Parlamento esprimerà oggi.

9:57 – Il Primo Ministro ricorda quanto fatto dal governo: cassa integrazione, legge di stabilità (sulla quale si dichiara pronto al confronto), miglioramento del Pil, rinvio dell’Imu e decreto Iva pronto. Il debito pubblico sotto controllo ed i conti pubblici migliorati, sostiene Letta, hanno permesso all’Italia l’uscita dalla procedura d’infrazione europea, confermando il mantenimento sotto al tetto del 3% del rapporto deficit-Pil. Il pagamento dei debiti delle PA verso le imprese, ad oggi sono stati pagati 12miliardi di euro, verrà completato entro l’anno, promette il premier. Rilancio delle politiche industriali, assistenza alle PMI sono altri due punti nodali su cui il governo si concentrerà nei prossimi mesi.

“Siamo stati tutt’altro che il governo del rinvio”

9:52 – Letta torna anche sulla legge elettorale, necessaria e i cui lavori parlamentari sono caldeggiati fortemente dal Governo da lui presieduto: un percorso di modifiche sostanziali (dalle preferenze alla riduzione del numero dei parlamentari) necessario a restituire ai cittadini la libertà di scelta.

9:51 – I provvedimenti all’esame del governo possono veramente cambiare la politica, afferma il Primo Ministro:

“Il tempo d’attesa è scaduto.”

Il bicameralismo, la legge elettorale, l’immobilità parlamentare, Letta ricorda che il solco sulle riforme è tracciato e non dare la fiducia al governo sarebbe controproducente per l’intero Paese. Secondo il premier in 12 mesi sarà possibile chiudere il percorso riformista del Paese.

9:47 – Dal 1992, ricorda Letta, in Italia si sono susseguiti 12 governi mentre, parallelamente, in Germania solamente 3:

“un altro spread di democrazia.”

9:44 – Enrico Letta va allo scontro quasi frontale con il Pdl, ricorda lo stato di diritto, chiedendo il rispetto delle leggi e l’amministrazione della cosa pubblica nè ad personam nè contra personam: nemmeno troppo velatamente Letta dipinge i problemi giudiziari di Silvio Berlusconi come pretesto del Pdl per mettere sotto scacco il governo.

9:41 – Letta apprezza il lavoro dei ministri non del PD, ricordando tutti gli sforzi fatti per un vero dialogo politico della grande coalizione di governo.

“Il governo è nato in Parlamento e deve morire qui, se deve.”

9:38 – Letta ricorda il discorso di Napolitano in occasione del nuovo insediamento alla Presidenza della Repubblica: responsabilità, spirito costruttivo. Ricorda i passi avanti fatti dal Paese con questo governo.

2 ottobre 2013: è iniziata la seduta al senato in cui il Governo chiederà la fiducia. Seguiremo tutto il dibattito e poi il voto in diretta.

1 ottobre 2013

Aggiornamento ore 18:08 – Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini ha confermato che domani Enrico Letta riferirà in Parlamento e chiederà la fiducia.

Mercoledì 2 ottobre 2013 il Presidente del Consiglio Enrico Letta è atteso in Parlamento, prima in Senato e poi alla Camera, per l’atteso discorso il cui contenuto è stato probabilmente già anticipato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un incontro che il premier, affiancato dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, ha tenuto questa mattina.

La vigilia del dibattito parlamentare, che dovrebbe, nel bene o nel male, risolvere la crisi di governo, è confusa e frenetica. Non è ancora certo che Letta chieda la fiducia domani, ma è probabile. In ogni caso, noi saremo qui a raccontarvi tutto in diretta.

Intanto il premier ha incassato il sostegno del suo partito, il Pd, che condivide l’idea di discutere per fare il punto su ciò di cui il Paese ha bisogno ora e vedere chi vuole continuare con un governo guidato da Letta e chi invece vuole farlo cadere, aprendo dunque la strada a nuove elezioni.

Il primo ministro vorrebbe governare almeno per un anno e mezzo, ossia fino a tutto il semestre di presidenza da parte dell’Italia della Ue, mentre l’idea di Berlusconi sarebbe quella di concedere solo il tempo necessario ad approvare la legge di stabilità, l’abolizione della seconda rata dell’Imu e il ritorno dell’Iva al 21%. Infatti, se il governo cadesse subito, il Cavaliere potrebbe ritrovarsi con il boomerang-Imu, perché la gente si ritroverebbe a pagarla e in campagna elettorale non avrebbe più quest’arma da far valere.

Sia Letta sia Napolitano, però, sono contrari a un’ipotesi del genere: il governo ha bisogno di una maggioranza, magari più risicata nei numeri rispetto a ora, ma potenzialmente più solida una volta liberatasi dei falchi del Pdl. Proprio il partito di Berlusconi, infatti, è quello che sta vivendo le ore più convulse, con liti intestine e addirittura Alfano che già da qualche giorno ha alzato la cresta contro Berlusconi, o meglio con gli “estremisti” della rediviva Forza Italia (primi fra tutti Daniela Santanché), che non sostengono il governo Letta. Fraceschini ha definito come “irricevibile” la proposta di Berlusconi perché la legge di stabilità, in particolare, ha bisogno dei suoi tempi imposti direttamente dall’Ue. Guardando alle altre forze di maggioranza, Scelta Civica dovrebbe sostanzialmente uniformarsi alla posizione del Pd.

Molto chiara la posizione del MoVimento 5 Stelle che, nel caso in cui Letta chiederà effettivamente la fiducia, non la concederà, come già aveva fatto ad aprile, perché le intenzioni dei pentastellati sono sempre le stesse: o governano direttamente loro o si torna a votare. Anche la Lega voterà no.

I Video di Blogo

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →