Concordia, Tribunale chiede l’arresto di Schettino

E in alta Garfagnana una statua immortala la sua fuga dalla Costa Concordia diventando il simbolo del “disonore”

La Procura di Grosseto ha presentato poche ore fa un ricorso al tribunale del riesame di Firenze per ottenere l’arresto di Francesco Schettino. La motivazione? Il pericolo di fuga. Si tratta di una richiesta che era già stata avanzata durante il processo sulla Costa Concordia, ma i giudici l’avevano respinta spiegando che non era provato il pericolo di fuga.

L’ex comandante della Costa Concordia è stato condannato in primo grado a 16 anni di reclusione e un mese di arresto, niente carcere perché il collegio non riteneva fondato il pericolo di fuga. A queste pene si erano aggiunte l’interdizione per 5 anni dalla carica di comandante di nave, per 4 mesi dalla professione di comandante e perpetua dai pubblici uffici.

Nelle ultime ore, intanto, l’avvocato Domenico Pepe ha deciso di rinunciare al mandato per la difesa del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, che finora aveva assistito nelle fasi dell’inchiesta e durante tutto il processo di Grosseto sul naufragio avvenuto all’isola del Giglio il 13 gennaio 2012. “Sono stanco” l’unico telegrafico commento.

Sempre in Toscana, precisamente a Vagli, in provincia di Lucca, Schettino è stato immortalato nell’atto della fuga dalla Costa Concordia. Mario Puglia, sindaco del comune della Garfagnana, ha mantenuto la promessa fatta pochi giorni dopo la tragedia di tre anni fa, quando disse che avrebbe fatto erigere una statua a ricordo della tragedia della Costa Concordia.

L’opera oggi ultimata si compone di due statue, quella dell’onore incarnato dal capitano Gregorio De Falco, quella del disonore, simboleggiata dall’abbandono della nave da parte di Schettino che il realizzatore ha rappresentato con delle lunghe orecchie da coniglio.

Via | Repubblica | La Nazione

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