Papa Francesco sulla riforma della Curia: la Chiesa deve aprirsi alla modernità

Il Pontefice ha rilasciato un’intervista a Eugenio Scalfari.

Anche Eugenio Scalfari, il fondatore di Repubblica, è stato protagonista di una delle ormai famose telefonate di Papa Francesco. Dopo lo scambio epistolare avuto di recente, il Pontefice ha infatti chiamato per telefono il giornalista e lo ha invitato per una chiacchierata a Santa Marta e anche questa volta, come è già successo con padre Antonio Spadaro di Civiltà Cattolica, Bergoglio non si risparmia, parla di tutto apertamente e ne viene fuori un dialogo lungo e appassionante.

Tra i passaggi più interessanti c’è quello in cui il Papa spiega che i grandi problemi di oggi sono la disoccupazione dei giovani, che sono schiacciati nel presente e non possono pensare al futuro, e la solitudine dei vecchi che hanno bisogno di cure e di compagnia e, nonostante Scalfari gli faccia notare che sono temi di cui si deve occupare la politica, Bergoglio spiega che invece è anche un problema della Chiesa perché sono situazioni che feriscono anche le anime oltre che i corpi.

Secondo Papa Francesco, la lo scopo delle missioni della Chiesa è quello di “individuare i bisogni materiali e immateriali delle persone e cercare di soddisfarli”. Poi ammette che i Capi della Chiesa sono stati spesso “narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani” e che “la corte è la lebbra del papato”, ma precisa che la corte non è la Curia, perché anche se a volte anche nella Curia ci sono cortigiani, nel suo complesso è un’altra cosa, anche se il difetto della Curia è che è troppo Vaticano-centrica, si occupa degli interessi del Vaticano che sono in gran parte temporali, invece lui vuole cambiare questa visione e far tornare la Chiesa a essere una comunità del popolo di Dio.

Beroglio ha parlato anche del suo rapporto con il comunismo, di quando da giovane aveva un’insegnante che gli faceva leggere i comunicati dei comunisti americani in difesa dei Rosenberg che erano stati condannati a morte. Si trattava di un’insegnate donna che poi è stata arrestata, torturata e uccisa dal regime argentino e il Papa spiega che il materialismo del comunismo non ha avuto presa su di lui, ma che conoscerlo attraverso una persona coraggiosa e onesta gli ha permesso di comprendere un aspetto del sociale che ha ritrovato anche nella dottrina della Chiesa.

A Scalfari che ha detto di diventare anticlericale quando incontra un clericale, Papa Francesco ha risposto che succede lo stesso a lui:

“Quando ho di fronte un clericale divento anticlericale di botto. Il clericalismo non dovrebbe aver niente a che vedere con il cristianesimo. San Paolo che fu il primo a parlare ai Gentili, ai pagani, ai credenti in altre religioni, fu il primo ad insegnarcelo”