Torino, tredicenne violentata per mesi dai compagni di scuola

La ragazza è stata ricattata e costretta ad avere rapporti con quindici coetanei

Una ragazza di tredici anni residente a Torino, nel quartiere periferico della Falchera, è stata violentata per circa sette mesi da un gruppo di quindici coetanei, un “branco” che l’ha posta sotto ricatto, umiliata e stuprata, di fronte all’indifferenza dei suoi compagni e all’omertà dei giovani del quartiere situato a nord del capoluogo piemontese, laddove inizia l’autostrada che porta a Milano.

Secondo le testimonianze raccolte da Niccolò Zancan de La Stampa, la ragazza sarebbe andata nel garage “liberamente” e in un primo tempo si sarebbe confidata con le compagne in merito ai rapporti consumati in un garage della zona. Durante i rapporti i giovani avrebbero girato dei video e scattato alcune foto con i loro smartphone, iniziando a ricattare la ragazza, dicendole che avrebbero spedito quelle testimonianze a sua madre.

La ragazza si è trovata in trappola, accerchiata da un gruppo di ragazzi (soltanto tre maggiori di quattordici anni) che per mesi hanno fatto leva sul senso di vergogna della giovane, minacciandola e parlando liberamente delle loro violenze con gli altri ragazzi del quartiere.

Il mondo degli adulti è rimasto all’oscuro di tutto, fino a quando il 20 gennaio scorso, la madre della ragazza non ha ricevuto una busta anonima nella buca delle lettere, con una fotografia scattata dai ragazzi a sua figlia. A quel punto la tredicenne ha raccontato tutto. La madre ha sporto denuncia e, attualmente, sono in corso indagini. La ragazza ha cambiato scuola, ma non abitazione e le minacce sono continuate.

Abbiamo cercato di trattare questa vicenda con tutta la delicatezza necessaria. Non doveva uscire, data la giovanissima età delle persone coinvolte e in considerazioni di tutti i passi che il territorio sta cercando di fare. La Falchera è come un piccolo paese. Queste notizie non aiutano. Sono molto dispiaciuta,

il commento di Nadia Conticelli, presidente del quartiere Falchera.

Via | La Stampa