Alba Dorata: Oggi partano gli interrogatori dei 22 arrestati

Il vertice del partito neonazista è stato momentaneamente decapitato. Quella del governo greco è stata una mossa dimostrativa o si andrà fino in fondo?

I parlamentari di Alba Dorata in stato di arresto sono in questo momento 22. Tra poche ore saranno sottoposti ad interrogatorio dai giudici, nell’Accademia Militare ateniese di Evripidion. Per ora è difficile dire se il governo greco andrà fino in fondo con il partito neonazista oppure si tratta solo di un’operazione dimostrativa e tardiva, che ha la funzione di mettere a tacere l’opinione pubblica dopo l’omicidio del rapper antifascista Pablos Fyssas.

Dopo la cattura del leader Nikos Michaloliakos, il vertice del partito, in pochi giorni, è stato decapitato dalla magistratura. Domenica è finito in manette anche il numero due di Alba Dorata: Christos Pappas (nella foto). Prima che gli agenti riuscissero ad arrestarlo ha urlato “non riusciranno a piegarci, lunga vita ad Alba Dorata” e poi ha fatto il saluto di Hitler con il braccio teso. Sempre domenica è stato arrestato anche lo squadrista che ha coperto le spalle a Giorgios Roupakias, l’assassino di Pavlos Fyssas.

Dal carcere, intanto, i leader di Alba Dorata continuano ad incitare i propri militanti. A tale proposito, ricordiamo che alcuni giornali hanno fatto notare che gli arrestati sono ancora in possesso di pc portatili e cellulari. Ciò rende possibile fomentare azioni all’esterno e rende anche reale il rischio di inquinamento delle prove.

Gli arresti, secondo il parere di autorevoli osservatori greci, non rappresenterebbero un problema per la formazione neonazista. Al contrario sarebbero “stati cercati” per assecondare una precisa strategia. Finire in cella vuol dire sì pagare un prezzo nei consensi nell’immediato, ma allo stesso tempo potrebbe avere l’effetto di alzare il livello dello scontro e di buttare benzina sul fuoco della crisi economica da una posizione “privilegiata”. Non è del tutto infondato credere che i leader di Alba Dorata potrebbero assumere l’aura “dei martiri” nel caso in cui il governo, presieduto da Antonis Samaras, continuasse nella scellerata politica dei tagli e dell’inasprimento fiscale.

A nostro avviso, però, l’ipotesi più probabile è un’altra. Non sarà Alba Dorata a guadagnarci più di tanto dalla situazione. Appare più probabile che ad avere un ritorno dall’imponente operazione di polizia sarà la maggioranza di governo, composta dal centrodestra e dai socialisti. Questa potrebbe approfittarne per uscirne rafforzata e continuare ad imporre le sue politiche di austerity. Agitare lo spettro della deriva nazista finirà per avere un effetto deterrente sulla protesta che monta, sempre che non si tiri troppo la corda.

Detto ciò non si possono nemmeno sottovalutare le inquietanti rivelazioni dei giorni scorsi, ovvero l’emergere di una struttura fascista e paramilitare, che si è andata costituendo anche in virtù di connivenze con alcuni settori della polizia, dell’esercito e dei servizi segreti. Alba Dorata ha potuto, dopo le le elezioni, creare dei veri e propri campi di addestramento e contare sull'”indulgenza”, se non proprio sul sostegno, delle forze dell’ordine che hanno spesso chiuso un occhio rispetto a crimini gravissimi. Continue aggressioni nei confronti di immigrati, sindacalisti e attivisti di sinistra, professioni di antisemitismo e l’imposizione del pizzo a molti commercianti, richiedevano una reazione ferma da parte dello Stato e invece si è lasciato fare.

Arrivati a questo punto, l’intervento della magistratura è diventato imprescindibile, ma allo stesso tempo non va dimenticato che per estirpare il problema alla radice servono riforme sociali urgenti.