Reggio Calabria: DIA confisca beni per 25 milioni a imprenditore – Video

Per Giuseppe Malara è stata anche disposta la sorveglianza speciale, aggravata dall’obbligo di soggiorno per 3 anni.

Confisca beni da 25 milioni di euro a carico di Giuseppe Malara, imprenditore reggino di 60 anni, impegnato nel settore edilizio. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Reggio Calabria stamattina ha eseguito un decreto di confisca emesso dal tribunale della città dello Stretto che riguarda una ditta individuale, 73 immobili e disponibilità finanziarie aziendali e personali.

Malara nel 200 venne arrestato con altre 37 persone in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Reggio Calabria, nel quadro dell’inchiesta “Gebbione”. Gli inquirenti avevano scoperto le presunte infiltrazioni dei clan di ‘ndrangheta reggini in attività imprenditoriali della zona sud di Reggio, appunto nei quartieri di Sbarre e Gebbione. Estorsioni realizzate tramite il classico pagamento del pizzo e tramite forniture di beni e servizi da parte di imprese controllate da sospetti affiliati che offrivano anche protezione mafiosa agli imprenditori.

Malara in quel processo venne assolto ma il tribunale di Reggio Calabria ha emesso lo stesso il provvedimento di confisca dopo essersi pronunciato sulla proposta di misura di prevenzione dell’antimafia reggina a carico dell’imprenditore:

“È vero che Giuseppe Malara, nel citato procedimento penale, è stato assolto dall’imputazione contestata, e tuttavia stante l’autonomia del giudizio penale di condanna rispetto a quello di prevenzione lumeggiata in premessa, ritiene il Collegio che residuino in linea di fatto indizi di una sua contiguità e cooperazione con il sodalizio capeggiato dai fratelli Labate operante nella zona sud della città di Reggio Calabria”.

Dopo la certosina attività di indagine patrimoniale, sotto il coordinamento dalla Dda di Reggio Calabria, è scattato il provvedimento di confisca. Gli accertamenti avrebbero permesso di ricostruire le modalità di acquisizione del patrimonio societario e personale di Malara che proprio negli ultimi anni ha accresciuto esponenzialmente la sua attività.

Dalle indagini è emersa una evidente sproporzione tra gli investimenti effettuati alla fine degli anni 70 rispetto a quanto dichiarato. Per l’uomo è stata anche disposta la sorveglianza speciale, aggravata dall’obbligo di soggiorno nel comune di dimora per 3 anni.

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