Arrestato il sindaco anti-chavista di Caracas: accusato di un tentato colpo di Stato.

Le proteste degli oppositori al regime chavista: “Lo hanno trattato come un cane”. I dubbi sull’innocenza di Antonio Ledezma

Il sindaco dell’area metropolitana di Caracas e leader di spicco dell’opposizione antichavista Antonio Ledezma è stato arrestato dagli 007 colombiani a Caracas: Ledezma è stato arrestato dagli uomini della Sebin, il servizio di intelligence che è anche il perno del sistema di potere del chavismo e del presidente Nicolas Maduro, succeduto a Hugo Chavez, non senza tensioni e momenti di vera paura.

Secondo quanto raccontato dalla moglie Mircy Capriles il politico venezuelano sarebbe stato “trattato come un cane” dagli uomini dell’ingelligence bolivariana:

“Funzionari incappucciati hanno sparato in aria e portato via Antonio a spintoni. Durante l’arresto Antonio è stato colpito perchè ha resistito. Siamo in presenza di un regime autoritario”

ha detto la donna. Come ha dichiarato lo stesso Presidente Maduro (nel video in testa a questo post potete ascoltare il suo intervento), Ledezma è stato arrestato e verrà processato dalla giustizia venezuelana per aver attentato alla sicurezza del Paese e programmato “atti contro la Costituzione”. Una formula come un’altra che il regime chavista utilizza per tappare la bocca all’opposizione interna al paese.

Maduro, in un secondo intervento radiofonico citato dalla Radio Svizzera Italiana, ha nuovamente accusato l’opposizione politica di aver organizzato un golpe con l’appoggio degli Stati Uniti, accuse immediatamente respinte da Washington.

Secondo l’avvocato del sindaco di Caracas Omar Estacio gli agenti della Sebin che avrebbero preso parte all’arresto sarebbero stati circa un’ottantina, una maxioperazione in piena regola che il regime di Caracas ha utilizzato per mostrare i muscoli.

L’opposizione al regime infatti negli ultimi tempi ha rinsaldato le fila ed avviato proteste di piazza che da mesi mettono a rischio la tenuta della presidenza Maduro: la rivoluzione bolivariana è messa a dura prova dal giorno seguente la scomparsa del leader Hugo Chavez. L’arresto di Ledezma giunge ad un anno esatto dall’inizio delle proteste che chiedevano le dimissioni del neo-Presidente Maduro e innescarono scontri di piazza che portarono alla morte di 43 persone.

Antonio Ledezma è molto vicino a Leopoldo Lopez, detenuto in un carcere gestito dalla Sebin da oltre un anno, e a Maria Corina Machado, e nei giorni scorsi era stato pubblicamente accusato di cospirare contro il governo di Caracas.

(in aggiornamento)

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