Milano, annullata la condanna ad Angelo Pescione

Condatta come mandante dell’omicidio di Franco Cangini. La sentenza fu letta mentre l’avvocato difensore non era in aula.

Condannato a 18 anni in primo grado con il rito abbreviato come mandante dell’omicidio dell’imprenditore Franco Cangini, Angelo Pescione si è visto annullare la sentenza di condanna per un vizio di forma. Cose che capitano, anche se in questo caso parlare di “vizio di forma” è probabilmente riduttivo, visto che la ragione dell’annullamento è l’assenza dell’avvocato difensore Daniele Steinberg.

Per questa ragione la Corte d’appello di Milano ha deciso di annullare la sentenza e di far ripartire il processo dal primo grado, con la trasmissione degli atti all’ufficio del giudice per l’istanza preliminare. Ma cos’è successo lo scorso 11 luglio? Dopo il rinvio deciso il 2 luglio, l’udienza venne chiamata alle 9.12, in anticipo di circa venti minuti rispetto ai tempi che erano stati dati. Gli altri legali, gli imputati e lo stesso Pescione sono presenti, non così però Steinberg.

La sentenza viene letta alle 9.17, ma l’avvocato non è ancora presente e non può ascoltare la sentenza, com’è invece previsto dalla legge. Sentenza annullata quindi, mentre è stata confermata la condanna a 16 anni per Antonio Rodella, accusato di essere l’autore materiale dell’omicidio, secondo quanto raccontato al pm Letizia Mannella avrebbe sparato dopo essere uscito dal portellone di un piccolo furgone indossando una maschera da clown. Per il terzo arrestato per questa vicenda, invece, la pena è stata ridotta da 12 anni a nove anni e otto mesi. Si tratta di Alberto Meloni, accusato di essere il complice del presunto omicida e per il quale è stata applicata l’attenuante del “reato diverso da quello voluto”.

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