Suicidio in carcere, sospesi gli agenti degli insulti su Facebook

Il Dasp ha aperto un’indagine interna in seguito al comportemento tenuto da alcuni agenti della polizia penitenziaria

Aggiornamento 20 febbraio 2015, ore 14.05 – Il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP) Santi Consolo ha firmato 16 provvedimenti cautelari di sospensione a carico di altrettanti agenti di Polizia Penitenziaria che si sarebbero prodigati in insulti e prese di posizione poco edificanti su Facebook, commentando il suicidio di un detenuto.

Consolo ha spiegato di aver concordato con il direttore del personale l’avvio di un procedimento disciplinare a carico degli agenti:

“Ho trasmesso un rapporto corposo predisposto dal nucleo investigativo centrale all’autorità giudiziaria perché faccia le sue valutazioni: se ci sono reati questa amministrazione si costituirà parte civile per danno all’immagine. […] abbiamo avviato un confronto con tutte le sigle sindacali perché prendano le distanze da quelli che sono comportamenti isolati in un sito marginale. La polizia penitenziaria in questo momento è mortificata per quanto accaduto.
[…] è stata predisposta una circolare che richiama tutti gli appartenenti all’amministrazione penitenziaria, e non solo gli agenti, ai propri doveri”.

Dal canto suo invece il ministro Andrea Orlando spiega di aver convocato le parti sindacali a via Arenula, ai quali ha chiesto un'”iniziativa politica” di condanna dei commenti degli agenti.

Suicidio in Carcere. Commenti agghiaccianti degli agenti su Facebook

Il 15 febbraio scorso, un detenuto rumeno di 39 anni si è impiccato nella sua cella del carcere di Opera a Milano. L’uomo era stato condannato all’ergastolo per aver commesso un omicidio nel 2007. La notizia avrebbe dovuto destare un certo sdegno, perché è un nuovo segnale dei gravi problemi che affliggono il regime di detenzione in Italia. Troppo spesso, infatti, non riesce ad assolvere alla sua funzione rieducativa e a salvaguardare la vita delle persone.

E invece c’è stato chi ha esultato. Non stiamo parlando di “normali” cittadini, bensì di alcuni agenti del sindacato di polizia penitenziaria Alsippe. Gli agenti, sulla pagina Facebook dell’ente, si sono lasciati andare a commenti crudeli e razzisti nei confronti del suicida: “Meno uno“; “Un rumeno in meno“; “mi chiedo cosa aspettino gli altri a seguirne l’esempio“.

Fb suicido agenti polizia

C’è qualcuno che ha provato a reagire sul social network, protestando davanti ad espressioni così disumane. Ma le risposte, di tono palesemente fascista, non si sono fatte attendere: “Lavora all’interno di un istituto. Sono solo extracomunitari. Per fare questo mestiere devi avere il core nero“.

Questa storia, con ogni probabilità, non finirà qui. Il caso è stato segnalato al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Secondo quanto riportato da Repubblica.it, il Dasp ha avviato un’inchiesta interna. E la cosa ci pare più che opportuna, visto che le frasi in questione provengono da agenti con responsabilità sindacali.

Secondo il Centro Studi di Ristretti Orizzonti, i suicidi in carcere nel 2014 sono stati 43, mentre i morti totali 131. Dall’inizio del 2015, invece, le persone che si sono tolte la vita nelle nostre prigioni sono già 6. Numeri, questi, che dovrebbero far riflettere.