Concorso esterno in associazione mafiosa, prescritto e assolto il senatore del Pdl Antonio D’Alì

Il senatore del Pdl è stato prescritto per i fatti precedenti al 1994 ed assolto per quelli successivi

Nonostante la richiesta a 7 anni e 4 mesi di reclusione richiesti dalla pubblica accusa il Gup di Palermo Gianluca Francolini ha assolto, per i fatti occorsi dopo il 1994, il senatore del Pdl eletto in Sicilia Antonio D’Alì “perchè il fatto non sussiste” dichiarando invece prescritti i reati precedenti quell’anno.

Al senatore D’Alì, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, i pm palermitani Paolo Guido e Andrea Tarondo contestavano le frequentazioni (dirette e mediate da terzi), a partire dai primi anni ’90, con esponenti di spicco di Cosa Nostra, tra cui il boss latitante Matteo Messina Denaro (considerato il numero 1 dell’organizzazione mafiosa dopo la cattura di Bernardo Provenzano) ed il boss Vincenzo Viga.

Rinviato a giudizio nell’ottobre 2011, il maggio dell’anno viene deciso il rito abbreviato, la sentenza era attesa lunedì scorso giornata in cui, su richiesta del Pm, il Gup aveva riaperto il fascicolo per ascoltare il sacerdote Nino Treppiedi che ha rilasciato dichiarazioni circa presunti contatti tra il senatore e le cosche trapanesi.

Secondo l’accusa il senatore avrebbe ricevuto sostegno politico dalle cosche in virtù proprio dei suoi rapporti con i mafiosi, che in particolare si sarebbero concentrati sugli appalti pubblici, pilotati dal senatore verso imprese in odor di Cosa Nostra.

Questa mattina la procura aveva richiesto nuovamente al Gup di ascoltare i teste don Nino Treppiedi e Vincenzo Basilicò, che sarebbero stati avvicinati da alcune persone vicine al politico le quali li avrebbero minacciati, intimandogli di non parlare più con i magistrati.

D’Alì, entrato in Parlamento con Forza Italia proprio nel 1994, è stato per un periodo anche Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Foto | Antonio D’Alì