Livorno: figlio con la polmonite, ospedale se ne accorge in ritardo

Livorno: figlio con polmonite, ma medici fanno la lastra solo dopo l’insistenza dei genitori. Che ora preparano l’esposto all’Asl e la denuncia.

Altro caso di malasanità a Livorno? Parrebbe di sì, almeno a sentire i genitori di due gemellini di un mese e mezzo, ricoverati in ospedale, curati e rispediti a casa quando ancora non stavano bene. Il padre, Claudio Giangreco, a cose risolte (fortunatamente, bene), ha deciso di parlare al Tirreno e di presentare un esposto all’Asl. “Sporgeremo denuncia: se non avessi insistito per far fare una lastra a mio figlio, di appena un mese e mezzo, forse non avrebbero ancora capito che aveva la polmonite”.

Andiamo con ordine. Maschio e femmina, di un mese mezzo, il 6 febbraio vengono ricoverati in ospedale: “Io e la mia compagna abbiamo deciso di portarli al pronto soccorso. Ci siamo spaventati perché respiravano male. Li hanno visitati e hanno deciso di ricoverarli in pediatria”. I due gemelli vengono dimessi quattro giorni dopo: “Avevamo fatto notare ai medici che non stavano ancora bene. La diagnosi di dimissione è stata di insufficienza respiratoria e bronchiolite”.

Si torna a casa e compare la febbre alta. Altra corsa in ospedale:

“I nostri figli sono stati ricoverati di nuovo. Ci hanno detto che era una forma virale, che uno dei due aveva preso anche il rotavirus. Li hanno curati per giorni con flebo e puff. La bambina stava meglio, ma il maschietto continuava a peggiorare; da subito, abbiamo chiesto d fargli una lastra, ma niente. Alla fine, ci siamo imposti: o fate la lastra o ce ne andiamo subito al Meyer di Firenze”.

Martedì 17 febbraio, quindi ieri, viene fatta finalmente la lastra e viene fuori che il maschio ha la polmonite: “Per fortuna ce ne siamo accorti in tempo, hanno iniziato gli antibiotici. Ma se non avessimo insistito? Per cominciare, ora, faremo un esposto all’Asl”. Azienda sanitaria locale che ha risposto al quotidiano: “La polmonite, in soggetti così piccoli, è difficile da diagnosticare. Comprendiamo l’ansia dei genitori e faremo tutti gli accertamenti del caso per verificare che, come crediamo, sia stato fatto tutto il necessario”.

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