Berlusconi, la “sua” crisi di governo infiamma lo spread e gela la Borsa. Napolitano in campo. E il Pd?

A Silvio Berlusconi gli si sta prosciugando in un batter d’occhi il mare magnum degli ultimi 20 anni riducendosi a sguazzare in un pantano, non più terribile caimano, ma pesce boccheggiante presto fuor d’acqua.

Visti i precedenti, con il Cav tutto è sempre possibile, ma oramai i magistrali colpi di coda dei “bei” tempi andati rischiano di trasformarsi in micidiale boomerang per l’uomo, il politico, l’imprenditore e per il Pdl-Forza Italia nonché per i moderati italiani.

Ora, il governo è un morto che cammina ma, staccando la spina a Letta, Berlusconi e il suo manipolo di “falchi” hanno sottovalutato Giorgio Napolitano, di tutt’altra tempra dei venditori di Publitalia improvvisatosi politici, uomo con qualche scheletro nell’armadio, ma dal cervello fino e con la schiena diritta, un ex comunista passato dentro mille bufere che non si piega ai ricatti di nessuno, capace di rimettere in piedi il Letta bis, con una nuova maggioranza che lascerà Berlusconi con le pive nel sacco e il suo nuovo partito morto prima di nascere.

Ciò non vuol dire, ovvio, che la situazione politica non resti nebulosa, anzi al limite del grottesco, forse del tragico. Anche perché quale credibilità politica hanno oggi, a cominciare dall’ex fido Angelino Alfano, ministri e parlamentari pronti a saltare il fosso dopo essere stati inventati, foraggiati, nominati, fatti eleggere dal padre-padrone, cioè il Cav?

E quale credibilità ha la sinistra, alias il Partito Democratico, fino a ieri alleato di governo silente esecutore dell’agenda berlusconiana, oggi inneggiante ai giudici decapitatori del Cav, certi di aver liquidato (per via giudiziaria) l’odiato nemico?

E’ vero che fu Berlusconi a volere il Porcellum per avvelenare i pozzi dopo la vittoria del centrosinistra, ma è altrettanto vero che è (anche) il Pd spezzatino senza leadership e senza idee a non volerlo cambiare perché certo di essere ben lontano dalla maggioranza sul piano elettorale, quindi puntando su questa legge truffa per “moltiplicare” i propri parlamentari pur con una manciata di voti in più.

La credibilità non ce l’ha neppure Letta, il cui governo poco ha fatto, trascinato a rimorchio dai ricatti del Pdl e del Pd. Qui siamo. Napolitano salverà la baracca dal caos totale ma il rischio è che tutto resterà come prima, o peggio, con un governo raccogliticcio con l’aggiunta di qualche grillino, qualche transfuga del Pdl, più Vendola e Monti, orfani e vedove allegre.

La patata bollente passa politicamente al Pd: deve scegliere fra tatticismi fallimentari di bassa lega (Bersani docet) e compromessi deleteri oppure la svolta capace di disaggregare quel che c’è per dar vita a nuove aggregazioni democratiche e riformatrici. Serve il colpo d’ala. Cioè uomini capaci di osare. Intanto l’effetto crisi arriva puntuale questo lunedì mattina: vola lo spread, borsa giù, crolla Mediaset. Come volevasi dimostrare.