Camorra: sequestrati beni per 320 milioni

Sequestrati immobili, terreni e attività commerciali intestati a 100 prestanome, ma gestiti dal clan camorristico di Napoli.

Maxi sequestro di beni appartenenti a un clan di camorra questa mattina da parte della Guardia di Finanza di Napoli in tutta Italia. Si tratta in particolare di attività commerciali, immobili e terreni intestati a un centinaio di prestanome, gestiti poi da soggetti contigui al clan malavitoso che opera a Napoli.

I sequestri, secondo quanto si apprende dalle fiamme gialle, sono stati disposti dalla Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione del Tribunale della città partenopea. Le indagini sono state condotte dal Gico del Nucleo della Polizia Tributaria di Napoli. Le attività commerciali riguardano svariati settori e i beni posti sotto sequestro sono tutti riconducibili ai soggetti sottoposti alla misura di prevenzione.

L’operazione – che è tuttora in corso – è stata chiamata Short. Il patrimonio cospicuo era stato intestato a persone che, in realtà, coprivano i veri proprietari, appartenenti a un pericoloso clan di camorra operante a Napoli. Il decreto di sequestro patrimoniale è stato disposto ai sensi del Decreto legislativo 159/2011, emesso dal Tribunale partenopeo.

Il D.Leg. 159 del 2011 è un Codice delle leggi anti mafia e delle misure di prevenzione. All’Articolo 20 del Titolo I si legge quanto segue:

“Il tribunale, anche d’ufficio, ordina con decreto motivato il sequestro dei beni dei quali la persona nei cui confronti è iniziato il procedimento risulta poter disporre, direttamente o indirettamente, quando il loro valore risulta sproporzionato al reddito dichiarato o all’attività economica svolta ovvero quando, sulla base di sufficienti indizi, si ha motivo di ritenere che gli stessi siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego”.

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