Karol Racz piange da Vespa: “Vorrei stabilirmi e vivere in Italia”

Ospite a “Porta a Porta” nel salotto più famoso della televisione italiana l’inavvicinabile Karol Racz, il romeno scarcerato lunedì dal Tribunale del Riesame, dopo aver trascorso 35 giorni nel carcere di Regina Coeli perché accusato degli stupri della Caffarella e di Primavalle, va in televisione e piange (clicca qui per vedere il video). “Vorrei stabilirmi

Ospite a "Porta a Porta" nel salotto più famoso della televisione italiana l'inavvicinabile Karol Racz, il romeno scarcerato lunedì dal Tribunale del Riesame, dopo aver trascorso 35 giorni nel carcere di Regina Coeli perché accusato degli stupri della Caffarella e di Primavalle, va in televisione e piange (clicca qui per vedere il video).

"Vorrei stabilirmi e vivere in Italia, in Romania non saprei cosa fare", ammette tra le lacrime l'uomo, attraverso la voce di una traduttrice perchè non parla e non capisce l'italiano.

Ha poi spiegato, alla presenza del suo avvocato Lorenzo La Marca, di non essere: "Mai stato in alcun parco pubblico di Roma. Gli unici campi che conosco sono quelli che attraversavamo per accedere ai nostri insediamenti". Su Loyos, il biondino, al momento ancora in carcere per calunnia dice: "Non so perché mi ha accusato, noi siamo sempre stati amici e l'ho anche aiutato economicamente".

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Poi ha raccontato della sua infanzia in orfanatrofio, del suo lavoro come panettiere e pasticciere presso un convento e del suo desiderio nella fanciullezza di diventare monaco ortodosso.

Infine una confessione: "Sono stato soltanto multato una volta perché mi hanno trovato sul treno, in Romania, senza biglietto", episodio che sotto il regime Ceausescu era reato penale, spiega il suo legale Lorenzo La Marca.

Il giorno della rivincita per Racz, il romeno con quella faccia un po' così, televisiva.