Sposina picchiata a sangue la prima notte di nozze: lui non riusciva a sfilarle il vestito

L’uomo adesso è stato condannato a 24 mesi in comunità e ovviamente è stata emessa un’ordinanza restrittiva.

Una storia assurda avvenuta ad agosto 2014 in Inghilterra è stata raccontata oggi dal Daily Mail: è quella di Amy Dawson, una ragazza di 22 anni, che la prima notte di nozze con Gavin Golightly, 29enne padre di suo figlio, è stata picchiata selvaggiamente dal neo marito.

Pare che a scatenare l’ira dell’uomo sia stato il fatto che non riusciva a sfilare l’abito da sposa della ragazza. Si era incastrato e nonostante lei gli abbia dato un uncinetto per riuscire a levarlo, lui non ha avuto pazienza e ha cominciato a picchiarla, l’ha bloccata al suolo e l’ha presa a pugni. La donna h riportato varie ferite al volto, tra cui un taglio al sopracciglio sinistro, e altre al collo, perché la maggior parte dei pugni sono stati sferrati proprio dritti al viso.

L’accusa ha ricostruito quella terribile notte durante il processo contro Gavin e ha raccontato che, dopo la cerimonia nella chiesa di St Mary, nel West Rainton, i due si sono recati al Beamish Hall Hotel e tutto è avvenuto verso l’una di notte.

La ragazza ha raccontato che durante l’aggressione pensava che sarebbe morta, talmente era diventato feroce il suo neo-marito, ma per fortuna è riuscita a scappare e a chiedere aiuto al portiere dell’hotel che ha chiamato prontamente la polizia. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Gavin dopo l’aggressione se ne è tornato in stanza e si è addormentato e quando si è svegliato non ricordava più nulla. Lui è convinto che qualcuno ha gli ha messo qualche sostanza stupefacente in quello che ha bevuto.

Amy ha raccontato al Daily Mail che all’inizio della sua storia con Gavin lui era molto affettuoso e premuroso, hanno deciso di avere un figlio insieme e dopo otto mesi è rimasta incinta, ma da quel momento l’atteggiamento dell’uomo è cambiato ed è diventato ossessivo e manipolatore.

Ora Gavin Golightly è stato condannato a 24 mesi di comunità con obbligo di supervisione giudiziaria e contro di lui è stata emessa un’ordinanza restrittiva per cui non si potrà avvicinare a sua moglie. Il matrimonio è ovviamente finito il giorno stesso in cui è stato celebrato.

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