Tortolì: madre si butta a mare con i figli, morta bimba di 3 anni

Al Lido di Orrì, in Ogliastra. Il fratellino di 4 anni della piccola vittima e la madre sono stati salvati dai soccorsi. La donna è accusata di omicidio volontario

Aggiornamento 16 febbraio ore 14:50 Per la mamma che si è gettata a mare con i figli a Orrì, in Ogliastra, l’accusa e passa da omicidio colposo a omicidio volontario aggravato. Il pubblico ministero di Lanusei dopo aver preso atto di tutti gli elementi raccolti dagli investigatori nelle ultime ore ha cambiato l’ipotesi di reato a carico dell’indagata.

14 febbraio 2015 Tragedia a Tortolì in Ogliastra, dove nel primo pomeriggio di ieri una donna di 36 anni si sarebbe buttata a mare con i figli con intenzioni suicide. Una bimba di tre anni è morta il fratellino di quattro si è salvato insieme alla madre. Partita stamattina in auto dalla provincia di Nuoro, dove abita il convivente, la donna si è poi fermata al lido di Orrì per compiere l’estremo gesto.

Alcuni testimoni avevano visto la scena e hanno dato l’allarme chiamando subito il 118. La bambina è morta durante il trasporto in elicottero all’ospedale San Francesco di Nuoro, la mamma e l’altro figlioletto sono stati ricoverati all’ospedale di Lanusei in stato di ipotermia. Le loro condizioni sono gravi ma non sono in pericolo di vita.

Secondo gli investigatori dietro il tentato suicidio della donna con i figli potrebbe esserci uno stato di depressione della 36enne anche se al momento gli inquirenti non escludono nessuna pista, tragica fatalità o incidenti compresi.

All’arrivo dei soccorsi la bimba era già in arresto cardiaco, cercare di rianimarla per circa un’ora non è servito e la piccola è deceduta prima dell’arrivo in ospedale. La madre in stato di shock non avrebbe saputo spiegare perché si era tuffata in acqua acqua con i figli. La donna secondo l’Unione Sarda è stata ricoverata nel reparto di psichiatria. Le indagini sono in mano al personale della squadra mobile di Nuoro guidata dal vice questore aggiunto Fabrizio Mustaro

L’undici dicembre scorso, come ricorda l’Ansa, un dramma analogo a quello che si profila in queste ore si era consumato a Bordighera, in Liguria, dove una 40enne russa ha ucciso il suo bambino di 9 mesi nuotando per centinaia di metri con il piccolo legato a un marsupio.

Quando il bambino è morto la madre si è slacciata il marsupio in acqua per poi fare ritorno a riva. La donna poi confessato, ammettendo di aver lasciato affogare il figlio; il pm dopo averne disposto il fermo per omicidio aggravato spiegò che l’indagata aveva agito in quel modo perché “pensava che il figlio fosse malato”.