Carceri: Napolitano chiede l’amnistia o l’indulto

In visita a Poggioreale il Presidente della Repubblica torna sul tema delle carceri. Ma la domanda che tanti si pongono è: che effetto avrebbero queste misure su Silvio Berlusconi?

di andreas

Non è certo la prima volta che Giorgio Napolitano affronta il tema delle carceri sovraffollate, e la visita al carcere di Poggioreale – in occasione delle commemorazioni delle Quattro giornate di Napoli – rappresenta un’ottima occasione per tornare sulla questione e chiedere al Parlamento che valuti un provvedimento per l’amnistia o l’indulto.

“È pronto il mio messaggio al Parlamento sulla situazione delle carceri. Per trasmetterlo aspetto soltanto un momento di maggiore serenità e attenzione politica perchè mi auguro venga letto e meditato”, così il Capo dello Stato. Che prosegue: “Pongo al parlamento l’interrogativo se non ritenga di dover prendere in considerazione la necessita’ di un provvedimento di clemenza, di indulto e amnistia. È un provvedimento che non può prendere né il presidente, che non ne ha i poteri, e nemmeno il governo, ma che ha bisogno di un consenso molto ampio del Parlamento”.

E in effetti per varare un provvedimento del genere serve una maggioranza di due terzi, “ma questo non freni a esaminare fino in fondo necessità e la possibilità di questo provvedimento, se se ne è convinti”. Anche perché il problema del sovraffollamento delle carceri è, in Italia, una questione annosa e molto grave, tanto che anche l’Europa è più volte intervenuta sulla questione, come ha ricordato Napolitano: “Un dovere giuridico e morale e ce lo impone la Corte di Strasburgo. Voglio richiamare in termini molto stretti gli obblighi che dobbiamo soddisfare. Non è una questione di una gestione da considerare freddamente, ma di affrontare una sofferenza umana che raggiunge a volte livelli insopportabili“.

Ovviamente la richiesta del Capo dello Stato di un’amnistia o un indulto porta subito a chiedersi che effetti questa potrebbe avere sul condannato più potente d’Italia: Silvio Berlusconi. Ebbene, nel caso si decidesse per l’amnistia, il Cavaliere sarebbe salvo, dal momento che cancella “le pene principali, come per es. la reclusione, eventualmente accompagnate da pene accessorie, come l’interdizione dai pubblici uffici”. Diverso il caso dell’indulto, che “limita i suoi effetti alla pena principale, non estinguendo le pene accessorie”. Ancora bisogna vedere se, come e quando si farà, ma è sicuro che il Cavaliere abbia ascoltato queste parole con grande attenzione.