Rivoluzione Azzurra – Il 6 Nazioni e gli errori di Mallett

Per alcuni è solo il capro espiatorio di una situazione che ha radici ben più profonde. Per altri è un incompreso, che sta costruendo l’Italia del futuro e ha solo bisogno di tempo. E probabilmente c’è una verità in queste due affermazioni. Perché è vero, come ho già detto, che il movimento va rifondato dalle

Per alcuni è solo il capro espiatorio di una situazione che ha radici ben più profonde. Per altri è un incompreso, che sta costruendo l’Italia del futuro e ha solo bisogno di tempo. E probabilmente c’è una verità in queste due affermazioni. Perché è vero, come ho già detto, che il movimento va rifondato dalle basi e la colpa non è di un sol uomo; ed è probabile che la sua visione di gioco potrebbe essere vincente in un futuro (lontano). Ma l’era di Nick Mallett, i 15 mesi al comando del baraccone azzurro sono e restano un fallimento. Sportivo e umano. Sono sei, almeno, le colpe che imputo al signor Mallett. Eccole.

Foto per gentile concessione di Gianluca Giusti

1. STAFF. Dopo i Mondiali del 2007, con Berbizier dimissionario, la Fir tastò il polso di diversi allenatori candidati alla panchina azzurra. Mallett non era la prima scelta, ma venne preso dopo i rifiuti degli altri coach. Perché rifiutarono? Altre scelte professionali, forse, una panchina poco nobile, magari, o la consapevolezza di dover accettare uno staff tecnico imposto dalla Federazione? Mallett accettò e accettò uno staff non suo. Una decisione non degna di un allenatore del suo calibro e di cui abbiamo pagato le conseguenze.

2. COMUNICAZIONE.
Appena arrivato Mallett propone di naturalizzare decine di sudafricani e far diventare l’Italia una colonia Springboks. Bocciato, dichiara che l’Italia ha buoni giocatori su cui lavorare. Durante l’attuale 6 Nazioni la giravolta: i giocatori azzurri sono mediocri e lui più di tanto non può fare. Dà la colpa alle nuove regole, agli arbitraggi, agli errori individuali. Si offende alle domande dei giornalisti, sia dopo la Scozia sia dopo la Francia, e dichiara che peggio dell’Italia nella sua carriera c’erano solo le Provincie sudafricane. Spocchioso, permaloso e presuntuoso, non crea un feeling con l’opinione pubblica. Un allenatore del suo livello non può permettersi ciò e deve assumersi le proprie responsabilità.

3. SCELTE.
Da dove partiamo? Masi apertura, Marcato estremo, Masi estremo, Rubini ala, Sole seconda linea, Masi ala (rifiutata), Rubini mediano di mischia (rifiutata), Favaro mediano di mischia (rifiutata). E la chicca Mauro Bergamasco mediano di mischia. Scelte sbagliate, effettuate in momenti topici della stagione. Che non solo sono state fallimentari per i giocatori fuori ruolo, ma hanno creato confusione in tutta la squadra, demotivandola e portandola al fallimento del 6 Nazioni.

4. GESTIONE UMANA. Quella del gruppo, dove Mallett non ha perso occasione per sparare a zero sui giocatori, sul movimento, addossando tutte le colpe agli altri. Quella dei singoli, con i casi più eclatanti di Lo Cicero, Toniolatti, Festuccia, Marcato e Masi; ma che comprendono anche l’esclusione nella ripresa di Twickenham di Mauro Bergamasco come flanker e le frecciate dirette a Ongaro. Una politica che è fallimentare in una squadra dove hai numerose alternative, ma che diventa tragica quando il materiale umano è, oggettivamente, limitato e non puoi permetterti di perdere per strada tasselli così importanti.

5. SELEZIONE.
Perché Rouyet? In un torneo dove la prima linea ha sofferto, mantiene sempre gli stessi tre piloni, dimostrando di non avere fiducia nei rimpiazzi. Allora perché convocarli e lasciare a casa Lo Cicero? Reato e Montauriol, chi li ha visti? Dopo le prime fugaci apparizioni scompaiono dall’orizzonte azzurro, mentre Mallett insiste nel sostituire le due seconde linee a ogni match. Inserendo Sole. Ma se il tuo schema di cambi prevede una staffetta in seconda linea, perché non convochi in panchina due seconde linee? Per non parlare di Garcia, imbarazzante nei primi due match e fuori dal giro azzurro solo causa infortunio. Con un’opzione di centri che spazia da Canale a Mirco Bergamasco, da Masi a Quartaroli fino a Pratichetti o Pavan, perché insistere su una scelta già sbagliata a novembre?

6. DIGNITA’.
Dopo l’Argentina, i Pacific Islanders, l’Inghilterra, l’Irlanda, la Scozia e la Francia (e ringraziando Gatland di aver schierato il Galles B) non era il caso di rassegnare le dimissioni? Dopo aver giocato il peggior 6 Nazioni della nostra storia, dopo aver battuto i record negativi delle gestioni Johnstone e Kirwan, non era il caso di mettersi in discussione? O tutti i successi del passato rendono il signor Mallett immune dalle critiche e dall'autocritica?