Siria: l’Onu ha votato per la distruzione delle armi chimiche di Damasco

Approvata la risoluzione per l’eliminazione dell’arsenale entro la metà del 2014. E se la Assad decidesse di non rispettare gli impegni?

di andreas

Voto all’unanimità al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, a favore di una risoluzione che imponga la distruzione dell’arsenale chimico in mano al regime di Bashar al Assad. La prima risoluzione a passare grazie al voto favorevole di Russia e Cina, che finora si erano sempre opposte bloccando il tutto grazie al loro diritto di veto.

Un voto che è il frutto dei negoziati tra Russia e Stati Uniti che hanno impedito il bombardamento sulla Siria che avrebbe inevitabilmente aiutato quei ribelli siriani che hanno ormai perso ogni appoggio internazionale. Durante la riunione che ha preceduto il voto è stato approvato un un programma che porti alla completa eliminazione dell’arsenale chimico siriano entro la metà del 2014. Non solo: il primo ottobre gli ispettori Onu torneranno nel paese.

Ma che succederà se la Siria non obbedirà alla risoluzione? Solitamente in questi casi scattano automaticamente le sanzioni o l’intervento militare. Questa volta non sarà così: su pressione della Russia (che in questa vicenda ne esce come un gigante) se il regime di Damasco non dovesse collaborare si dovrà nuovamente votare per le sanzioni o l’intervento. E a quel punto è praticamente certo che la Russia si opporrebbe.

Questo particolare ha suscitato un po’ di polemiche: che forza può avere una risoluzione che se non rispettata non porta né sanzioni, né un intervento? Obiezioni sensate, anche se va detto che in quel caso gli Stati Uniti, e i loro alleati, potrebbero decicere di intervenire senza l’egida dell’Onu.