Genova: ‘ndrangheta, confiscati beni per 2,5 mln a fratelli Gaglianò

Confisca beni per i fratelli Aldo ed Ercole Gaglianò, il padre venne ucciso nella “faida di Cittanova”

La Direzione investigativa antimafia di Genova ha confiscato beni per 2,5 milioni di euro a due fratelli residenti nel capoluogo ligure, presunti affiliati alla cosca di ‘ndrangheta Facchineri di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria.

Gli agenti hanno eseguito il provvedimento di confisca di beni mobili e immobili riconducibili ad Aldo ed Ercole Gaglianò. Il padre Giuseppe rimase ucciso in un agguato maturato nell’ambito della “faida di Cittanova”.

I provvedimenti patrimoniali a carico dei Gagliano sono stati eseguiti da nord a sud della Penisola, da Tortona (Alessandria) a Cittanova.

Dopo le indagini la Dia avrebbe accertato la provenienza illecita e il valore sproporzionato dei beni in possesso dei due fratelli rispetto alla situazione patrimoniale e reddituale loro e degli stretti congiunti.

I fratelli Gagliano si trasferirono da Cittanova a Genova negli anni Ottanta, la cosca Facchineri dalla provincia di Reggio si è propagata nel Nord Italia. Giuseppe Gaglianò venne freddato a Genova, nel 1978: la faida di Cittanova vide contrapposti il clan Facchineri e quella Raso-Gullace-Albanese.

Il fratello di Aldo ed Ercole Gaglianò, Luciano, venne ucciso sempre a Genova nel 1991 per ordine, secondo gli inquirenti, della cosca Fiandaca-Emanuello, facente parte della famiglia Madonia di Cosa nostra attiva in città.

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