6 NAZIONI 2009 – L’Irlanda è in festa!

Ok, un giornalista dovrebbe essere imparziale. Va bene, un commentatore non dovrebbe essere tifoso. E, sì, è vero, a parte la propria nazionale chi scrive di sport dovrebbe essere equidistante. Ma, lasciatemelo dire: godo per la vittoria irlandese! Lo faccio perché amo la verde isola, lo faccio perché questa squadra non meritava di sciogliersi senza

Ok, un giornalista dovrebbe essere imparziale. Va bene, un commentatore non dovrebbe essere tifoso. E, sì, è vero, a parte la propria nazionale chi scrive di sport dovrebbe essere equidistante. Ma, lasciatemelo dire: godo per la vittoria irlandese! Lo faccio perché amo la verde isola, lo faccio perché questa squadra non meritava di sciogliersi senza un trofeo e lo faccio perché nessuno credeva in loro. Erano sul viale del tramonto, erano condannati a un'altra sconfitta. Eppure sono lì, sul tetto d'Europa. Ed è bellissimo vederli così!

L'Irlanda ieri ha vinto. Ha battuto 17-15 i campioni in carica del Galles a casa loro. Ha saputo portare a casa il Grande Slam con il cuore, con la caparbietà che sono propri dei veri campioni di questo sport. Hanno dominato il torneo e hanno vinto con merito. Forse, è vero, quest'anno hanno incontrato pochi ostacoli. L'Inghilterra si è ritrovata dopo la sconfitta contro O'Gara e compagni, l'Italia era la brutta copia di quella che li ha fatti soffrire negli ultimi anni, la Francia è stata imbarazzante e il Galles non era quello devastante dell'anno scorso. Ma hanno vinto, sempre. Cosa che, in passato, non era loro riuscita.
Ieri, poi, hanno dato dimostrazione di come si gioca una partita secca, da dentro o fuori. Difesa impenetrabile, hanno chiuso ogni porta al Galles, annullando uno Shane Williams irriconoscibile e concedendo pochissimo agli avversari. In svantaggio 6-0, a una sola meta dall'inferno, poi, hanno tirato fuori tutto il proprio talento e con due mete sublimi hanno chiuso il discorso Championship. Portato a casa virtualmente il titolo, hanno subito il ritorno disperato dei gallesi, hanno giocato sporco e hanno pagato dazio. Calcio dopo calcio i dragoni si sono fatti sotto e, infine, con un drop disperato sono passati in vantaggio. Perché, bisogna sottolinearlo, anche il Galles ha giocato alla morte.
Era in ballo l'orgoglio. Perdere il torneo ci può stare, certo, ma non volevano concedere il gusto di espugnare il Millennium Stadium né di portare a casa il Grande Slam. Il Galles ha lottato, ha dato battaglia, ha speso sangue e sudore per vincere almeno la partita. E ci stava per riuscire, se l'Irlanda si fosse accontentata. Ma i tuttiverdi aspettavano questo giorno dal 1948. 61 anni, una vita. Una vita senza sentire il sapore dolce del Grande Slam. E così, a un soffio dallo scadere, ecco il drop di O'Gara. L'uomo immagine di questa squadra. Come, se non più di O'Driscoll. Tre punti, vittoria e storia.
E fiumi di Guinness che scorrono nei pub irlandesi da ieri sera. E' un grande giorno per il rugby e per lo sport. Hanno vinto i più forti. Hanno vinto, forse, i più forti di questo inizio millennio. I fenomeni perdenti, come molti li chiamavano.
E ha vinto lui, il signor Declan Kidney. Il coach vincente, come tutti lo chiamano. Colui che, con gli stessi uomini, ha saputo trasformare una squadra perennemente seconda in una squadra vincente.

E poi dicono che gli allenatori non contano…

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