Italia 150, perquisizioni della Finanza al Museo del Risorgimento di Torino

Le perquisizioni hanno interessato, oltre che l’Ente, anche alcune aziende fornitrici e una fondazione che ha erogato fondi in favore del Museo

La Guardia di Finanza arriva in via Accademia delle Scienze A Torino, dove si trova la sede del Museo del Risorgimento. Ma non sono gli antichi patrioti a finire sotto la lente di ingrandimento della Finanza.

Le perquisizioni avviate in giornata hanno interessato, oltre che l’Ente, anche alcune aziende fornitrici dell’Ente e  di una fondazione che ha erogato fondi in favore del Museo.
I controlli sono la risultante di un’inchiesta avviata dal pm Andrea Padalino su presunti episodi di turbativa nelle pubbliche forniture e di peculato, commessi dai vertici dell’ente museale.
In particolare, sarebbero incriminate bandiere e impianti elettrici: nell’approfondimento dei Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Torino rientrano alcune gare d’appalto per il potenziamento degli impianti elettrici del Museo e la fornitura delle bandiere in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia. Inoltre rientrano nell’indagine anche i rimborsi spesa e l’assegnazione interna di parte dei fondi destinati al funzionamento dell’ente museale, quale premio incentivante per alcuni dipendenti del Museo, oltre alle verifiche sulle somme corrisposte al vertice dell’ente, incarico ricoperto a titolo onorifico.

Nel corso delle perquisizioni è stata sequestrata documentazione contabile, extracontabile e informatica, che ora sarà analizzata dai finanzieri.