Siria, l’accordo all’Onu sulle armi chimiche: possibile voto questa sera

In serata possibile voto del Consiglio di Sicurezza sulle armi chimiche siriane

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarebbe vicinissimo all’accordo sulla risoluzione per le armi chimiche siriane: questa sera alle 20 sarà, probabilmente, il momento del voto sulla bozza di documento.

L’accordo non prevede alcun uso della forza, come auspicato negli ultimi mesi da buona parte della comunità internazionale: come spiegato l’ambasciatore russo Vitaly Churkin il voto di oggi pomeriggio dell’Opac sarà propedeutico proprio per quello, in serata, a New York.

Secondo fonti ben informate il testo non attribuisce a nessuna delle due parti in conflitto la responsabilità dell’attacco chimico del 21 agosto scorso alla periferia di Damasco: si condanna duramente quell’attacco, auspicando che i responsabili rispondano davanti alla giustizia internazionale:

“L’uso di armi chimiche costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale.”

La risoluzione che verrebbe votata questa notte sarebbe l’incipit per l’uscita dalla crisi siriana: lega infatti l’Onu ad una seconda risoluzione, più pratica, per arrivare anche ad una soluzione del conflitto, nonostante i contenuti nella bozza che verrà messa ai voti stanotte siano decisamente scarni sotto questo profilo.

Nel testo si indica la direzione da seguire, quelle procedure per il disarmo votate dall’Opac il 20 settembre e che verranno confermate nel pomeriggio: secondo alcuni tecnici americani potrebbero occorrere 9 mesi per disinnescare l’arsenale chimico di Assad il quale, intervistato da una tv venezuelana, considera sempre aperta la possibilità, il rischio, di un attacco statunitense in territorio siriano, confermando la ferma intenzione di rispettare gli accordi presi sino ad ora.

Secondo quanto riporta il New York Times in un incontro nei giorni scorsi tra John Kerry e Lavrov si è parlato anche della conferenza di pace Ginevra 2, una prospettiva auspicabile ma resa complessa dalla frammentazione delle frange ribelli in guerra contro il governo di Assad.

Il documento dell’Onu, che si sviluppa in 22 articoli e sarà vincolante per tutte le parti chiamate in causa, compresi i membri del Consiglio di Sicurezza fino ad oggi scettici o colpevolmente attendisti, decide quindi che la Siria non può usare, produrre, acquistare o trasferire alcun tipo di arma chimica e sottolinea che questo vale per tutte le parti nel Paese mediorientale, sottolineando che i paesi firmatari del documento non potranno aiutare una o l’altra delle parti in causa che tenti di trasferire tali armi.