Omicidio a Monte San Biagio: chi ha ucciso il “finto prete” Patrizio Barlone?

I carabinieri hanno già una pista sull’omicidio di Patrizio Barlone, il “finto prete” di Monte San Biagio

Aggiornamento del 10 Febbraio: Oggi i Ris di Roma hanno fatto il loro sopralluogo nell’abitazione di Patrizio Barlone, il 61enne di Monte San Biagio (in provincia di Latina), ucciso nella serata di domenica nella sua abitazione. Barlone era un personaggio noto nella zona, conosciuto come “Don Patrizio” per essersi spacciato più volte per sacerdote, ma anche per le truffe e la pratica usuraia, per la quale è stato condannato a tre anni in passato.

Il sostituto procuratore Maria Eleonora Tortora ha affidato l’autopsia al medico legale Filippo Milano per accertare le cause della morte. Stando ad una prima analisi il decesso potrebbe essere stato causato da soffocamento, piuttosto che dalle percosse ricevute con un corpo contundente anche alla testa. Oltre a delle impronte di scarpe in una pozza di sangue, i carabinieri hanno trovato anche un guanto di lattice nel cortile dell’abitazione, che potrebbe appartenere proprio ad uno degli assassini.

Pare infatti che i Carabinieri di Terracina, che stanno collaborando con quelli della locale stazione dell’Arma, siano convinti che ad uccidere Patrizio Barlone siano state 3 o 4 persone. Una teoria che ha trovato un riscontro importante nell’analisi delle telecamere a circuito chiuso presenti nella strada, che inquadravano anche l’ingresso dell’abitazione della vittima. Pare infatti che nel tardo pomeriggio di domenica siano state immortalate quattro persone, tra le quali una donna, intente a citofonare a casa di Barlone.

Queste persone non sarebbero state ancora identificate ma, secondo quanto si vocifera in ambiente investigativo, i militari dell’Arma pensano che si possa trattare proprio degli assassini che stanno cercando. Magari persone truffate da Barlone che si sono volute vendicare. L’omicidio potrebbe anche essere conseguenza di un pestaggio preordinato, degenerato nell’atto della messa in pratica.

(Aggiornamento di Stefano Capasso)

A Monte San Biagio trovato ucciso il finto prete Patrizio Barlone

A Monte San Biagio, un piccolo comune in provincia di Latina, è stato trovato morto Patrizio Barlone, 61enne noto in paese come “Don Patrizio” perché si era spacciato più volte per un prete.

È stata sua cognata a trovare il cadavere nella sua casa di via Roma e secondo le prime informazioni aveva mani e piedi legati e la testa fracassata. Il corpo era in una pozza di sangue e la donna ha subito chiamato le forze del’ordine: polizia, carabinieri e scientifica stanno controllando l’abitazione che si trova nei pressi del municipio di Monte San Biagio ed è addobbata con dei drappi rossi che lo stesso Barlone aveva messo alle finestre in onore della processione dell’“ottavario” di San Biagio, il patrono del paese cui la vittima era devota, tanto da aver scritto nel 1989 un libro dedicato al santo, intitolato S. Biagio, vescovo di Sebaste in Armenia martire. Storia, tradizione, arte e folklore.

Barlone o “Don Patrizio”, come era più noto, era stato ordinato diacono per la diocesi di Montecassino ma aveva poi abbandonato il cammino verso il sacerdozio perché era stato accusato di usura, reato per il quale è stato anche arrestato nel 2006 e condannato a tre anni.

I suoi compaesani dicono che teneva spesso delle celebrazioni liturgiche in case private e si vantava di avere conoscenza importanti, persino in Vaticano, e tra le forze dell’ordine, in particolare tra i carabinieri. Prometteva spesso favori e posti di lavoro in cambio di denaro e prestava soldi con tassi da usura.

Di recente aveva chiesto ai carabinieri e al garante della Privacy di togliere le telecamere che puntavano verso casa sua spacciandosi per un prete che rivendicava il proprio diritto alla riservatezza, ma rimediando soltanto una denuncia per false dichiarazioni a pubblico ufficiale.

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