Mafia: 30 arresti a Palermo, coinvolto consigliere comunale

Il consigliere comunale Faraone secondo l’accusa avrebbe chiesto soldi a un imprenditore per conto del presunto boss di San Lorenzo. Accuse a vario titolo per associazione mafiosa, estorsione e rapina

Aggiornamento 12:50. I nomi dei 27 arrestati nell’operazione Antimafia Apocalisse 2 a Palermo sono oltre a quello del consigliere comunale Faraone, Vitale Giovanni, Fricano Giuseppe, Catalano Davide, Siragusa Luigi, Contino Davide, La Barbera Francesco, Biondino Girolamo, Calvaruso Giuseppe, Ciaramitaro Domenico, Davì Giuseppe Fabio, D’urso Salvatore, Guerrera Silvio, Sardisco Roberto, Serio Domenico, Contino Tommaso, Mendola Salvatore, Flauto Lorenzo, Matassa Agostino, Matassa Filippo, Palazzotto Domenico, Palazzotto Gregorio, Pizzurro Emilio, Salerno Antonino, Cacciatore Giovanni, Geraci Nicola e Ventimiglia Calogero.

Sono circa 30 gli arresti compiuti in un un’operazione antimafia scattata a Palermo la scorsa notte. Tra gli arrestati anche un consigliere comunale.

Sono stati i carabinieri nucleo investigativo, gli aagenti dalla squadra mobile della questura di Palermo e dal nucleo speciale di polizia valutaria ad eseguire il blitz.

Le accuse mosse a carico degli arrestati sono a vario titolo associazione mafiosa, estorsione e rapina. Per l’ipotesi di reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, è finito in manette il consigliere comunale Giuseppe Faraone, 69 anni, ex esponente del centrodestra, ora in maggioranza con la lista del governatore crocetta Il Megafono.

Faraone secondo l’accusa avrebbe chiesto soldi a un imprenditore per conto del presunto boss del mandamento di San lorenzo Francesco D’alessandro. Faraone, già deputato regionale e assessore provinciale, è stato esponente dell’Udc e si è candidato con la lista Amo Palermo al consiglio comunale prima di passare alla lista Il Megafono; nel 2012 fu il primo dei non eletti all’assemblea regionale siciliana.

A vergare l’ordinanza di custodia cautelare il gip Luigi Petrucci, su richiesta del procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dei sostituti Annamaria Picozzi, Francesco del Bene, Amelia Luise, Dario Sealetta e Roberto Tartaglia. Essenziale per le indagini e gli arresti il fatto che le “numerose le vittime” abbiano rotto “il muro dell’omertà” – informano gli investigatori – ammettendo di essere finite nel racket del pizzo e denunciando.

L’operazione, chiamata Apocalisse 2 – è la prosecuzione naturale dell’operazione Apocalisse del giugno scorso, con 95 arresti nei mandamenti di Tommaso Natale e di san lorenzo. Tra gli arrestati di allora anche Girolamo biondino, fratello di Salvatore, l’autista di Totò Riina, e Vito Galatolo il quale ha iniziato a collaborare con i magistrati parlando anche di un progetto di attentato contro il pm Nino di Matteo che si occupa della presunta trattativa stato-mafia al relativo processo.

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