Russia, Putin su attivisti Greenpeace: “Non sono pirati, ma violano la legge”

“Gli attivisti che erano sulla nave rompighiaccio Artic Sunrise non sono pirati, ma hanno violato la legge internazionale tentando di impadronirsi della piattaforma petrolifera artica”.

“Gli attivisti di Greenpeace non sono pirati, ma violano la legge”. Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, a proposito del blitz alla piattaforma Gazprom, nel mare Artico, che vede ora indagati proprio i manifestanti. Putin ha parlato durante un forum nella città di Salekhar. E ha detto: “Gli attivisti che erano sulla nave rompighiaccio Artic Sunrise non sono pirati, ma hanno violato la legge internazionale tentando di impadronirsi della piattaforma petrolifera artica”.

I membri di Greenpeace erano stati arrestati giovedì scorso dalla Guardia costiera russa in acque internazionali. Secondo quanto riferito dal Comitato investigativo russo, “le persone arrestate saranno perseguire per pirateria, indipendentemente dalla loro nazionalità”. Mikail Kreinlin, responsabile dell’ufficio di Mosca di Greenpeace, ha fatto sapere che “la pirateria è un assalto con l’uso della forza ai fine di appropriarsi di un bene altrui. Non è il caso dei 27 ecologisti, che stavano navigando intorno alla piattaforma Prirazlomnaya della Gazprom per protestare pacificamente contro le trivellazioni russe nel mare Artico”.

In Russia, la pirateria comporta pene fino a un massimo di 15 anni di carcere. “Gli attivisti di Greenpeace della nave Arctic sunrise hanno chiesto di fermare i pericolosi progetti di perforazione petrolifera nell’Artico e lo hanno chiesto con azioni pacifiche, non-violente. Speriamo che le autorità capiscano di avere sbagliato, capiscano che l’arresto degli attivisti era illegale e li rimandino presto a casa” ha dichiarato un’altra militante Yevgenia Belyakova.

Gli arrestati provengono da una quindicina di Paesi. Circa 400.000 persone hanno firmato petizioni per chiedere la loro liberazione. Gazprom prevede di avviare la produzione sulla piattaforma Prirazlomnaia nel primo trimestre 2014 e gli ecologisti denunciano il rischio di inquinamento in una zona vicina a tre riserve naturali protette dalla legge russa.