Silvio Berlusconi trasferisce la residenza a Roma: per scontare i domiciliari?

E oggi a Palazzo Grazioli raduna i vertici del partito

di guido

Fonti dell’Anagrafe di Roma hanno riferito che negli scorsi giorni Silvio Berlusconi avrebbe trasferito la propria residenza da Arcore a Roma, a Palazzo Grazioli in via del Plebiscito. Una scelta che non ha certo a che fare con gli stili di vita del Cavaliere, ma che riguarda invece sicuramente la decisione che dovrà prendere tra poco più di due settimane, quando sceglierà tra gli arresti domiciliari e l’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare l’anno di pena per la condanna Mediaset.

La scelta di prendere la residenza a Roma però non rappresenta un indizio su quale sarà la sua decisione dopo il 15 ottobre: infatti non è obbligatorio scontare i domiciliari nel luogo in cui si ha la residenza, quindi il Cavaliere avrebbe potuto chiedere di scontarli a Roma pur mantenendo la residenza ad Arcore, anche se poi l’ultima parola sarebbe spettata al giudice. L’altra ipotesi è che abbia già scelto la struttura in cui chiedere l’affidamento ai servizi sociali, e che questa struttura sia nel territorio della Capitale o nei dintorni.

In entrambi i casi, domiciliari o servizi sociali, Berlusconi ha deciso di rimanere vicino al partito e ai suoi uomini anche in questo anno in cui, salvo colpi di scena, verrà privato in qualche modo della libertà. Ed è un gesto che serve anche a smentire chi diceva che si stava “allenando” ai domiciliari rinchiuso da settimane nella villa di Arcore, ormai rassegnato al suo destino.

E per ulteriore conferma della volontà di non farsi indietro, Berlusconi ha indetto per oggi una serie di incontri: a pranzo con capigruppo, coordinatori e big del Pdl, dopo il vertice di ieri sera, per fare il punto sulle nomine per la nuova Forza Italia, stasera con il gruppo Pdl alla Camera. Argomento sarà probabilmente l’appoggio al governo, anche se negli ultimi giorni l’ex premier è tornato a essere “colomba”, e ha deciso di annullare tutte le apparizioni pubbliche previste in questi giorni – tra cui una a Porta a Porta – in cui era prevedibile che avrebbe attaccato la magistratura.

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