Le primarie di Noi con Salvini a Roma: Alfio Marchini davanti a Pivetti e Storace. Nessun vero vincitore?

Al primo posto Alfio Marchini, ma nessuno ottiene la maggioranza assoluta.

Aggiornamento ore 19:30 – Sono stati resi noti i risultati definitivi del sondaggio “Per Roma ora parli tu”, le cosiddette “primarie della Lega” a Roma ed è confermato che Alfio Marchini è stato il preferito da coloro che si sono recati ai banchetti e ai gazebo di Noi con Salvini durante il weekend. Ecco i numeri:
Alfio Marchini 4534 voti
Irene Pivetti 3495
Francesco Storace 3069
Guido Bertolaso 2203
Giorgia Meloni 955
Souad Sbai 508
Altri 501
Schede nulle 173
Totale schede scrutinate 15438

Nessun vero vincitore?

Le primarie organizzate da Noi con Salvini (la costola centro-meridionale della Lega Nord) a Roma avevano prima di tutto lo scopo di sondare (o mostrare?) il malcontento di molti romani verso la scelta del centrodestra di candidare a Roma Guido Bertolaso, che a Matteo Salvini non va troppo giù. Così, anche i risultati passano in secondo piano, visto che quello che conta è far vedere come il “popolo della destra” deve unirsi in un solo nome e non può dividersi tra Marchini, Bertolaso e Storace.

Non sono ancora stati scrutinati tutti e diecimila i voti, ma quello che emerge chiaramente è che nessun candidato è nettamente preferito: Marchini sarebbe in testa con 1.450 voti, Pivetti seconda con 1.300, seguono Storace a 1.250, Bertolaso a 1.050 e altri candidati a 950.

Quello che emerge è che il candidato preferito dagli elettori (Marchini) è proprio colui il quale il centrodestra non ha voluto che diventasse il suo candidato ufficiale, mentre Bertolaso arriva addirittura dietro a Storace e Pivetti. Cosa ne consegue?

La gente ci chiede di andare uniti, di stare insieme. Quel che dico è che con 4 io 5 candidati non si va da nessuna parte, non c’è nessuno che svetta. La gente ci chiede di andare uniti. La Lega tiene più di altri a tenere unito il centrodestra”, questa la conclusione a cui arriva Salvini. “Sono pronto a fare un passo indietro a fronte di qualunque nome venga fatto dai cittadini romani”, ma cosa tutto ciò significhi non è ancora chiarissimo.