Finanziamento pubblico ai partiti: oggi in Aula, ma salta l’accordo Pd-Pdl

Scontro nella maggioranza sugli emendamenti contestati

di guido

Oggi alle 16:00, salvo rinvii dell’ultimo minuto, approderà in Aula a Montecitorio il provvedimento sul finanziamento pubblico ai partiti, uscito però dalla Commissione Affari Costituzionali senza che si sia terminato di votare sui numerosi emendamenti presentati da maggioranza e opposizione, e su cui Pd e Pdl non sono riusciti a trovare una posizione comune. Posizione comune che difficilmente emergerà a Montecitorio, e che porta a due possibili scenari: il voto di fiducia, con possibili sorprese, o un rinvio della norma che quindi non potrebbe entrare in vigore nel 2015 (serve ancora il passaggio al Senato) ma slitterebbe di almeno un anno.

Sono diversi i punti del contendere, ma in particolare l’accordo si è arenato sul tetto alle donazioni volontarie, che il Pd avrebbe voluto stabilire in 100.000 euro. Una posizione giudicata inaccettabile dal Pdl, che vorrebbe un tetto molto più alto (o addirittura nessun tetto), anche per consentire a Silvio Berlusconi di poter continuare a a finanziare il suo partito.

Dal canto suo, il Pdl ha presentato un emendamento per la depenalizzazione del reato di finanziamento illecito, e in questo caso è il Pd a opporsi e a giudicare inaccettabile la norma. È seguito uno scambio di accuse: la relatrice Pdl Maria Stella Gelmini e il presidente della Commissione Affari Costituzionali Francesco Sisto hanno accusato il Pd di venire meno agli accordi presi in Consiglio dei ministri, mentre il Pd accusa il centrodestra di voler far saltare il banco con richieste inammissibili.

Bocciata la richiesta dei relatori Fiano e Gelmini di un’ulteriore analisi degli emendamenti, il testo arriva così in Aula incompleto, ovvero nella forma uscita dal Cdm e con gli emendamenti finora discussi in Commissione, agli altri penserà il Parlamento. E mentre all’ultimo minuto si è eliminato un errore formale che avrebbe reso nulli i controlli e le sanzioni per il falso in bilancio, il M5S propone una legge alternativa a quella del governo, con un limite di 5.000 euro annui per le donazioni private.

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