Perché Mario Adinolfi è diventato un personaggio “famoso”? Un passo indietro: chi è Adinolfi? Classe 1971, eterno giovane emergente della politica: dalla DC al PPI, centrista del centrosinistra targato PD, entrando con il vento in poppa della associazione Generazione U, giornalista, soprattutto blogger e ancor di più giocatore professionale di poker, da cui ha saputo


Perché Mario Adinolfi è diventato un personaggio “famoso”? Un passo indietro: chi è Adinolfi?

Classe 1971, eterno giovane emergente della politica: dalla DC al PPI, centrista del centrosinistra targato PD, entrando con il vento in poppa della associazione Generazione U, giornalista, soprattutto blogger e ancor di più giocatore professionale di poker, da cui ha saputo ricavare in pochi mesi circa 250 mila euro.

Marione non passa inosservato, non solo per la sua stazza. E’ uno che va controcorrente.

Anche se l’impressione è che alzi spesso polveroni per metterci una propria bandierina: “ci sono anch’io”. Contestatore da piazza e da salotto, sgomita e gioca alle sfide impossibili, fino a candidarsi alle primarie del Pd (pro Franceschini).

Lancia frecce velenose contro i vertici del pidì e contro la casta dimenticando che lui stesso è uno di loro: membro della assemblea costituente del PD che lo ha eletto tra i cento componenti della commissione per lo statuto. È stato membro della direzione nazionale del Pd. E anche vicedirettore di Red Tv.

Insomma, un bruco cresciuto dentro la mela. Perché famoso? Perché, diventato da pochi giorni deputato (subentrato quale secondo eletto) si agita (bene) su twitter e soprattutto si infervora con gli illustri colleghi fino a perdere (letteralmente) le braghe, rimanendo in mutande (rigorosamente nere) nel Parlamento della repubblica italiana.

Abile, arguto e ironico, per Marione tutto fa brodo. Lui sbandiera idee di riforma della politica e di riforme istituzionali.

Non si capisce (ancora) bene che cosa vuole e, soprattutto, che cosa vuole fare da grande, e con chi. Importante che dimentichi antiche amicizie, come quella con Capezzone.

Il Secolo d’Italia titola oggi: “Adinolfi non è il nuovo giustiziere della notte, neppure del Pd”. Vero. Ma sia il Pd che il Parlamento hanno bisogno di uno come Marione.

Una volta assestato e chiarito a se stesso il “progetto” riformista, Adinolfi potrebbe far parte dei costruttori della terza Repubblica.

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