Palermo, Mafia: Sequestrati beni per 10 milioni di euro

Questa mattina sono scattati i sigilli su beni riconducibili a due personaggi vicini a Cosa nostra. Nello specifico si tratta di aziende, auto, ville, auto, terreni, appartamenti e conti correnti

A Palermo, il Gico della Guardia di Finanza e i carabinieri dal nucleo Investigativo, in esecuzioni di un provvedimento emesso dal Tribunale del capolugo sicialiano, hanno sequestrato beni per un valore che si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Oggetto del sequestro sono state aziende, ville, appartamenti, terreni, conti correnti e auto.

Secondo il Giornale di Sicilia, questa mattina sono scattati i sigilli anche per il noto ristorante Cucì, ex Bucatino, dove si svolgevano importanti incontri tra boss mafiosi della Provincia.

I beni sequestrati sono riconducibili a Luigi Salerno (68 anni) e a suo genero Maurizio De Santis (50 anni): entrambi collegati a Cosa Nostra. Il primo, affiliato alla famiglia di Porta Nuova, è un imprenditore edile condannato a 9 anni in via definitiva per mafia ed estorsione. Il secondo era stato arrestato nell’aprile scorso per estorsione ai danni della ditta che gestiva l’ex Bucatino.

La puntuale attività investigativa ha fatto emergere un ingente patrimonio, accumulato illecitamente in anni di malaffare. Le indagini hanno palesato la grande sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. A finire sotto sequestro sarebbero stati anche il bar Tabacco & caffè, di via Daita, e il locale Jazz ’n Chocolate.

Nell’aprile del 2014, è emerso che Luigi Salerno, detto “Gino”, era implicato in una guerra di mafia, che aveva l’obiettivo di decapitare il vertice del clan di Porta Nuova. Giovanni e Giuseppe Di Giacomo stavano per ucciderlo, pochi mesi prima che il secondo morisse. Salerno era accusato di essere un “egoista” e di avere sempre sfruttato la sua appartenenza all’organizzazione mafiosa unicamente al fine di ottenere vantaggi personali.

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