Austria, si apre il processo a Josef Fritzl, il padre mostro che ha violentato la figlia per 24 anni

Ci vuole ben altro che un raccoglitore blu per nascondere le nefandezze di cui si è macchiato Joseph Fritzl, che cerca non si sa con quale coraggio di nascondere il proprio volto alle telecamere. Non ha nemmeno risposto ai giornalisti che lo attendevano fuori. Ha tenuto il suo raccoglitore davanti al volto. La sua faccia

Ci vuole ben altro che un raccoglitore blu per nascondere le nefandezze di cui si è macchiato Joseph Fritzl, che cerca non si sa con quale coraggio di nascondere il proprio volto alle telecamere. Non ha nemmeno risposto ai giornalisti che lo attendevano fuori. Ha tenuto il suo raccoglitore davanti al volto. La sua faccia la conosciamo bene, e fa strano che dopo tutto quello che ha fatto adesso non abbia il coraggio di alzare lo sguardo. Quando ha violentato e segregato la figlia Elisabeth per 24 anni di certo non se ne vergognava.

Tanto da andare in Thailandia a farsi le vacanzine tranquillo come se nulla fosse, tanto da comprare biancheria sexy non per sua moglie (sua complice anche nel non fare nulla per interrompere gli abusi) ma per sua figlia che cresceva e partoriva i figli del rapporto incestuoso, tanto da (pare, lui respinge ogni accusa) gettare uno dei figli nato morto nella caldaia.

Sono vicende così terribili e atroci che quasi siamo contenti che il processo si svolga a porte chiuse (ai giornalisti è stato concesso di seguirne solo una piccola parte).

Non vogliamo sapere i dettagli, non ci interessa sapere quante volte è stata violentata Elisabeth o le modalità esatte delle sevizie. Sappiamo solo che Elisabeth è rimasta incinta sette volte e ha avuto dei figli da questo mostro, il "mostro di Amstetten". Un novello mostro di Rostock che anzichè uccidere i bambini preferiva ucciderli psicologicamente tenendoli segregati, nella sua follia, in una cantina senza che potessere vedere la luce del sole.

Anzi, non si tratta di follia vera e propria visto che l'uomo non è stato ritenuto incapace di intendere e di volere, ma di follia-razionale.

E questo, che è iniziato oggi, si preannuncia come il "processo del secolo" per l'Austria. Fuori dall'aula sono state inscenate numerose proteste e manifestazioni di denuncia con bambolotti insanguinati.

Infatti Fritzl ha rifiutato l'accusa di aver tenuto in stato di schiavitù la figlia Elisabeth. In Austria esiste solo il reato di "traffico di schiavi" che non è mai stato perseguito. Per lo meno persistono le accuse di omicidio preterintenzionale, riduzione in schiavitù, violenza privata, sequestro di persona, stupro e incesto.