Elezioni Germania 2013: la svolta di Angela Merkel

Parole all’insegna del “ci vuole crescita, il rigore non basta” e aperture verso la possibilità di “spendere ancora di più” per salvare la moneta unica. Intanto procedono le trattative con l’Spd per la Grosse Koalition.

di andreas

Dopo la vittoria nelle elezioni di domenica scorsa si sapeva che erano due le questioni fondamentali nell’agenda di Angela Merkel: la possibilità di mettere in piedi una riedizione della Grosse Koalition che aveva retto la Germania tra il 2005 e il 2009 e la direzione da prendere riguardo l’economia di casa e dell’Europa tutta. La conferenza stampa di ieri e i primi contatti con l’Spd hanno iniziato a chiarire il quadro.

Partiamo dall’economia: in parte si poteva prevedere che, una volta liberatasi dalle tenaglie della campagna elettorale, le parole della cancelliera sarebbero state all’insegna de “il rigore non basta, ci vuole la crescita”; mantra che da tempo immemore tutti i premier mediterranei vanno recitando, fino a questo momento (quasi) inascoltati. Adesso che i tedeschi il loro giudizio l’hanno espresso (e Angela Merkel non deve più temere di essere punita per una linea più morbida verso piigs e spendaccioni del sud) arriva la svolta: “Non escluso che la Germania debba spendere ancora di più insieme agli altri big della Ue per salvare la moneta comune“.

Parole che suonano come musica per le orecchie dei tanti che attendono che la Germania locomotiva provi davvero a trainare il resto dell’Europa fuori dalle secche. Anche se per parlare di eurobond è ancora sicuramente troppo presto. E in tutto questo, arriva anche un bagno di umiltà: “Dieci o quindici anni fa, per competitività e peso del debito, eravamo noi i malati d’Europa. Ce l’abbiamo fatta grazie a grande riforme, e quindi ce la possono fare anche i nostri paesi amici”.

Questo per quanto riguarda la Germania, e l’Europa, sul lungo termine. Ma al momento urgenza si chiama grande coalizione: con una Cdu così forte ma senza maggioranza è la sola strada per mettere in piedi un governo dopo la scomparsa dei liberali dell’Fdp. Come procedono le trattative? I colloqui sono partiti, ma fino a venerdì, quando i socialdemocratici terranno un summit per decidere il da farsi, non se ne saprà nulla. Quel che è sicuro è che alla fine queste larghe intese si faranno, un’altra strada non c’è. Ma quello che l’Spd teme è di trovarsi schiacciato dalla troppo forza di una Cdu che ha un peso elettorale enormemente superiore. Insomma, bisogna trovare il modo per essere partner di governo, non succubi.