Arrestato per truffa il sindaco di Nardodipace

Nell’operazione oltre al sindaco Loielo sono finite in manette altre 3 persone, tra cui il figlio del presunto boss locale, per truffa su fondi pubblici.

Il sindaco di Nardodipace, nel vibonese, è stato arrestato oggi dai carabinieri della compagnia di Serra San Bruno (VV) per l’accusa di truffa aggravata ai danni dell’Unione europea, dell’Italia e della regione Calabria.

Romano Loielo, primo cittadino del comune i cui abitanti hanno il reddito pro capite più basso d’Italia, è stato fermato e posto ai domiciliari questa mattina. Tutti i fondi illecitamente spesi erano stati ottenuti tramite il Por Calabria.

Nell’operazione oltre a Loielo sono state raggiunte da ordinanza di custodia cautelare altre tre persone, tra queste pure Bruno Rocco Tassone, titolare di una società sportiva che secondo gli inquirenti sarebbe stata fittiziamente finanziata.

L’uomo sarebbe il figlio del presunto boss di un clan di ‘ndrangheta di Nardodipace. Arrestati anche Fabio Rullo e Mario Carrera, quest’ultimo si trova attualmente all’estero.

Il tribunale ha poi emesso un decreto di sequestro preventivo per equivalente, finalizzato alla confisca, di contanti, beni mobili o immobili nella disponibilità degli indagati, per un valore corrispondente all’illecito profitto del reato ipotizzato. Ad eseguire il provvedimento patrimoniale i militari della Guardia di Finanza di Vibo.

Per altre 12 persone il gip su richiesta della locale procura ha emesso altrettanti obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria; tutti sono destinatari di un sequestro da 97mila euro a testa. Tra le associazioni fittizie oggetto della truffa anche una di volontariato gestita secondo l’accusa dal sindaco Loielo e nei cui locali è stato trovato persino un dentista abusivo. Gli stessi spazi ospitavano anche un pub che non ha mai aperto.

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