Inchiesta escort. I verbali di Lavitola: Berlusconi diede 500.000 euro a Tarantini

Probabile rinvio a giudizio per il Cavaliere a Bari

di guido

Prosegue l’inchiesta della Procura di Bari sul “caso escort”, il giro di prostituzione alimentato da Giampaolo Tarantini che forniva “compagnia” a Silvio Berlusconi. Inchiesta che sta volgendo al termine e che dovrebbe concludersi, salvo colpi di scena, con il rinvio a giudizio per lo stesso Berlusconi e per il faccendiere Valter Lavitola, ex direttore de L’Avanti e persona molto vicina all’ex premier (è coinvolto anche nell’inchiesta sulla compravendita di senatori).

E proprio dai verbali degli interrogatori di Lavitola emerge come Berlusconi, allo scoppio dello scandalo, si sia molto adoperato per aiutare Tarantini, in difficoltà economiche. “Chiunque si avvicina a me i magistrati lo distruggono, questo qui (Gianpaolo Tarantini) l’hanno massacrato per colpa mia”, avrebbe detto l’ex premier a Lavitola, apparendo “un po’ giù d’umore”, all’inizio delle indagini. Per questo il Cavaliere decise di aiutare “Giampi” con 10.000 euro al mese e 500.000 euro in contanti. Su questa cifra, però, Lavitola fece la “cresta”, tenendo per sé più della metà.

Secondo la linea difensiva di Berlusconi, il Cavaliere non sapeva che le amiche di Tarantini invitate a Palazzo Grazioli fossero escort, e i soldi dati all’imprenditore pugliese servivano ad aiutare “una persona in difficoltà” ad aprire una nuova attività, ed era stato Lavitola a chiedere l’intervento dell’ex premier. In effetti Lavitola conferma la circostanza, raccontando un incontro avvenuto a Palazzo Grazioli nel 2011, quando l’inchiesta aveva ormai travolto Tarantini.

L’imprenditore pugliese arrivò da Berlusconi con la moglie, e il Cavaliere secondo il racconto di Lavitola “si commosse” vedendo Tarantini in difficoltà. A un certo punto Nicla Devenuto, la moglie di Tarantini, raccontò a Berlusconi di essere stata costretta a vendere tutto, gioielli compresi. A questo punto, secondo la versione di Lavitola:

Berlusconi prese, glielo giuro, prese due buste da 5mila euro e ne diede una a me e una a Nicla (…) Dopodiché disse ‘Aspetta un attimo’, ritornò con uno scatolino che diede a Nicla e disse ‘Bene, visto che ti sei venduta tutti i gioielli, apri questo qui’. Ha aperto e c’era un braccialetto con dei diamanti dentro, ma un braccialetto importante, antico, con uno scatolo rosso o bordeaux, di diamanti

Il Cavaliere, secondo i racconti di Lavitola, è “una persona sola” che “si ritiene un ragazzino, che forse lo è nello spirito”, ma avrebbe un difetto: “Berlusconi è uno che si affeziona alle persone”. Ecco allora il motivo degli importanti trasferimenti di denaro a Tarantini. Che d’altronde lo ha sempre difeso nelle inchieste in cui è coinvolto.

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