Matteo Renzi a Omnibus: «L’assemblea Pd? Una brutta figura»

Il favorito alla segreteria attacca i vertici del partito

di guido

Anche se, contrariamente al solito, è intervenuto all’Assemblea nazionale Pd dello scorso fine settimana, Matteo Renzi non è per niente tenero con il suo partito e in particolar modo con i vertici, dopo il nulla di fatto sulle regole emerso dalla due giorni romana: il congresso si terrà l’8 dicembre, ma sulle regole delle primarie (e in particolare, se saranno primarie solo per la segreteria o anche per la candidatura a premier) tutto è stato rimandato.

Una brutta figura, mentre l’Italia vive momenti di difficoltà, noi stiamo dietro a piccole bagatelle di condominio

Ha dichiarato alla trasmissione Omnibus il sindaco di Firenze, dato sempre più per favorito alle prossime primarie Pd. Renzi se la prende, senza nasconderlo, con il gruppo dirigente del partito, che sostanzialmente è rimasto quello dei bersaniani che già un anno fa organizzarono le primarie per la premiership con le regole tanto contestate dai renziani. Ora la faida sta arrivando al culmine, e Renzi non fa mistero che quando diventerà segretario, cambierà tutto.

C’è un gruppo dirigente rancoroso che ha tentato di buttare tutto in caciara. Ha tentato di usare una serie di complicate norme tecniche, perché il vero obiettivo è di non fare il congresso e le primarie perché sanno che poi si volta pagina

Parole dure che arrivano dopo quelle di alcuni responsabili della segreteria, come Nico Stumpo, che nonostante le decisioni dell’Assemblea non ha escluso un possibile rinvio delle primarie se non si trovasse l’accordo sulle regole. Un’ipotesi che Renzi (che avrebbe voluto il congresso già a novembre) respinge con tutte le sue forze. Ormai è chiaro che lo scontro non è tra i candidati alla segreteria (sia Cuperlo che Civati sono contrari al rinvio), ma tra Renzi e il gruppo dirigente del partito, che cerca di allontanare la data delle primarie trincerandosi dietro la necessità di sostenere il governo Letta.

E a proposito del governo, Renzi non risparmia stoccate, accusando le “larghe intese” di essere solo una scusa per spartirsi i provvedimenti, invece di “fare le cose”. È per questo che non nasconde di puntare a elezioni anticipate già il prossimo anno, magari in primavera, anche se per il momento si limita a dire di voler cambiare la direzione del governo.

Io ho la fretta degli italiani: una famiglia che va in banca non riceve ancora i soldi; un professore che ha vinto il concorso e sta a casa ha fretta che si faccia la riforma della scuola. Io ho fretta non di far cadere il governo ma di far lavorare il governo