Scandalo rimborsi in Regione Lombardia: i primi interrogatori in Procura

Non tutti i consiglieri che hanno ricevuto gli inviti a comparire si sono presentati.

Si sono svolti ieri i primi interrogatori sul caso dei rimborsi per le spese ‘sospette’ in Regione Lombardia.
Paolo Valentini, capogruppo Pdl, si è presentato in Procura per fornire la sua versione dei fatti: le spese, tra cui una cena da 26 coperti (1.560 euro), vari pasti nei migliori ristoranti di Milano (tra i 400 e i 700 euro) e un pranzo da 299 euro, sarebbero tutte “istituzionali”. Per la cronaca ammontano a oltre 180mila euro, fra il 2008 e il 2012.
Presenti anche i due consiglieri Pdl Marcello Raimondi e Angelo Giammario, mentre Antonella Maiolo ha presentato una memoria.

Anche l’avvocato di Nicole Minetti (27mila euro di spese dal 2010 contestate), Pasquale Pantano, ha depositato una memoria per la difesa. I colleghi del Pdl Gianluca Rinaldin e Alessandro Colucci invece non si sono presentati.

Gli esponenti della Lega che hanno ricevuto anch’essi inviti a comparire per peculato hanno deciso di non presentarsi in Procura. Non sono avvenuti quindi gli interrogatori di Pierluigi Toscani (che avrebbe acquistato cartucce da caccia e gratta e vinci), Massimiliano Orsatti (che avrebbe acquistato tra le altre cose un cd di Bon Jovi e il film “Benvenuti al Sud”), e Angelo Ciocca.

Secondo il legale dei consiglieri leghisti Domenico Aiello – insieme agli avvocati Centonze e Bertacco – bisognerà aspettare

“una scrupolosa ricostruzione dei fatti contestati e rinviare l’esposizione delle nostre difese al pm”

Emerge, riferiscono i quotidiani, che la linea difensiva verte sulla normativa regionale. Secondo i consiglieri i rimborsi sono stati usati “per spese di rappresentanza”, senza che l’ufficio di presidenza abbia mai segnalato stranezze di sorta.
Ma secondo gli inquirenti e l’accusa i fondi sono stati usati per “fini di mera liberalità”.