Brasile: Rousseff denuncerà lo spionaggio Usa davanti all’Assemblea dell’Onu

Dilma Rousseff ha fatto sapere che, durante la prossima Assemblea dell’Onu, chiederà spiegazioni sull’attività di spionaggio messa in atto dalla Nsa. La maggioranza dei governi latinoamericani si schiera dalla parte del Brasile

L’attività di spionaggio degli degli Stati Uniti, avvenuta ai danni del Brasile, sarà denunciata dal suo Presidente, Dilma Rousseff, durante la 68° Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che avrà luogo a New York dal 23 al 25 di settembre.

Rousseff, come abbiamo documentato, ha già cancellato la visita ufficiale del prossimo ottobre negli Stati Uniti, perché non ha ritenuto esaustive le spiegazioni di Obama sulla massiva attività di spionaggio della Nsa nei confronti di imprese e autorità brasiliane. Inoltre, la Mandataria ha ottenuto piena legittimazione dalla Camera per inviare un gruppo di parlamentari ad intervistare Edward Snowden a Mosca. L’ex agente informatico, dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale nordamericana, potrà di certo aiutare a contestualizzare e a comprendere quei documenti che ha fatto pervenire alla stampa lo scorso luglio, in cui il Brasile si configurava come il secondo paese più spiato al mondo.

Il governo di Brasilia ha ritenuto, tuttavia, di non fermarsi a questi due provvedimenti, ma di continuare sulla strada della pressione internazionale. L’occasione del discorso di apertura della nuova sessione dell’Assemblea dell’Onu non poteva sfuggire a Rousseff, che si è sentita “umiliata” da Obama durante il passato G-20 a Mosca. Ivi il Presidente degli Stati Uniti non si è impegnato a fornire spiegazioni sui documenti trafugati da Snowden ed ha preferito rimanere sul vago. Ora il Brasile potrà avere la sua “rivicnita”, la denuncia del suo Presidente riceverà vasta udienza internazionale e metterà in un certo imbarazzo l’amministrazione nordamericana. Questa dovrà cercare di elaborare una risposta convincente, anche perché sul caso Snowden ha avuto un atteggiamento non consono alla sua straordinarietà. Non è servito a molto, infatti, ragionare secondo vecchi schemi e additare l’ex agente della Nsa come un “traditore”. L’opinione pubblica nazionale e internazionale fa molta fatica a percepirlo come tale, visto che le sue rivelazioni hanno messo l’accento su un problema di democrazia e di privacy.

Rousseff parlando ai media, nello Stato del Rio Grande do Sul, ha sottolineato che il Presidente Obama è stato già informato del tema del suo discorso. La scelta del Brasile è stata, ovviamente, benedetta da tutti governi socialisti latinoamericani. Il ministro degli Esteri argentino, Hector Timerman, ha detto che il discorso del presidente brasiliano sarà uno dei messaggi più importanti degli ultimi anni, lanciati dall’intera area latinoamericana al mondo. Timerman ha affermato anche che l’atteggiamento del governo brasiliano rappresenta “un sentimento di un’intera regione“.