Mafia a Ostia, 200 anni di condanne al clan Fasciani

Per la prima volta i giudici riconoscono l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso a Roma

Sono oltre 200 gli anni (complessivi) di condanna per la mafia di Ostia e del litorale capitolino: ieri pomeriggio i giudici della X sezione penale del tribunale della Capitale, che hanno condannato 14 persone, tra cui il boss Carmine Fasciani (28 anni), ai sensi dell’articolo 416 bis: per la prima volta è stata riconosciuta l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso a Roma.

Oltre al boss Fasciani altri colpevoli del sodalizio criminale sono il fratello Terenzio, che ha preso 17 anni, e le figlie Sabrina, condannata a 25 anni e dieci mesi, e Azzurra, condannata a 11 anni. I componenti della famiglia Triassi sono invece stati assolti.

La sentenza è un nuovo importante tassello anche all’interno della “gemella” Mafia Capitale e rappresenta la prima tranche di condanne scaturite dall’inchiesta Nuova Alba, che un anno fa portò all’arresto di 51 esponenti della criminalità romana sul litorale.

Una condanna del genere, a Roma, non si vedeva dai tempi della Banda della Magliana: per la prima volta nei tempi recenti la magistratura indica con chiarezza che a Roma la mafia esiste ed è una mafia locale, non “importata”, anche se i sodalizi criminali varcano di molto i confini della Capitale.

Secondo quanto riporta il quotidiano laRepubblica il Tribunale di Roma ha condannato Carmine Fasciani, ritenuto il capo del clan, a 28 anni di reclusione, la moglie Silvia Bartoli a 16 anni e 9 mesi, il fratello Terenzio a 17 anni, le figlie Sabrina (25 anni e 10 mesi) e Azzurra (11 anni) e il nipote Alessandro a 26 anni. Condannati anche Riccardo Sibio (25 anni e 3 mesi), Gilberto Colabella (13 anni), Luciano Bitti (13 anni e 3 mesi), Ennio Ciolli (3 anni), Emanuele Cocci (2 anni), Mirko Mazzoni (12 anni), Danilo Anselmi (7 anni) e Eugenio Ferramo (10 anni).

Il tribunale ha invece assolto, con varie formule, Nazareno Fasciani, uno dei figli di Carmine, Vito e Vincenzo Triassi (per i quali la procura aveva chiesto 18 anni di carcere), Gilberto Inno e Fabio Guarino.

Il potere mafioso romano avevamo provato a raccontarlo noi di Crimeblog, elencando i principali omicidi (e i loro moventi) avvenuti negli ultimi 10-15 anni nella Capitale: un vero e proprio “elenco” dal quale però si evince come le estorsioni ed il traffico di droga fossero due business fondamentali dai quali le famiglie mafiose di Ostia traevano la linfa vitale.