Consiglio dei ministri 20 settembre: approvata la nota di aggiornamento al Def

Battuta d’arresto del Pil, che mette a rischio gli accordi presi con l’Ue

di guido

Si è concluso il consiglio dei ministri odierno incentrato sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, illustrata al consiglio dal ministro dell’Economia Saccomanni e che sarà presentata per l’approvazione in Parlamento. Nella nota, erano contenute le sei raccomandazioni fornite dal Consiglio d’Europa all’Italia su conti, competitività, giustizia, banche, fisco e lavoro.

Durante il Consiglio dei ministri, il governo ha dovuto prendere atto delle stime al ribasso sul Pil, che quest’anno subirà una contrazione dell’1,7%, mentre le stime erano di -1,3%. Rimane l’ottimismo per il 2014, quando il prodotto interno lordo italiano dovrebbe tornare ai valori positivi.

Questo, oltre agli evidenti effetti pratici, segna anche una battuta d’arresto per il governo che si era impegnato a restare entro il 3% nel rapporto deficit-Pil. Attualmente, secondo le nuove stime, il rapporto è al 3,1%, anche se il premier Letta ha confermato l’impegno a rientrare nella quota prevista entro la fine dell’anno.

L’interruzione della discesa dei tassi e la ripresa dell’instabilità politica pesa sui conti e per questo non siamo stati in grado di grado di scrivere oggi 3%

ha spiegato il premier. Il mancato rispetto degli impegni presi con l’Europa rappresenta anche una battuta d’arresto per evitare l’aumento dell’Iva e per tagliare le tasse sul lavoro, anche se il Pdl continua a chiedere a gran voce questi provvedimenti, notando come altri paesi (su tutti la Francia) non siano così tassativi nel rispetto dei patti con l’Ue.

L’impegno a rimanere entro il 3% del rapporto deficit-Pil fa parte delle raccomandazioni fatte all’Italia dall’Ue allorché, la scorsa primavera, il nostro paese è uscito dalla procedura per deficit eccessivo. Questo vuol dire che rimaniamo però sorvegliati speciali, come ha detto chiaramente il commissario Olli Rehn in audizione a Montecitorio pochi giorni fa.

In conferenza stampa, il premier e il ministro Saccomanni hanno ribadito l’impegno a “rafforzare la ripresa in atto e intervenire sui fattori che limitano la competitività”. Per quanto riguarda gli impegni presi nei mesi scorsi, Saccomanni ha annunciato che i pagamenti ai creditori della Pubblica Amministrazione sono saliti a 11,3 miliardi e che è stato versato il 63% dei crediti previsti nella seconda metà dell’anno.

Nella nota di Palazzo Chigi, si legge che entro il 2015 è previsto il pareggio di bilancio, e secondo Saccomanni alla ripresa dell’economia italiano lo spread con i bund tedeschi scenderà a 100 punti base.

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →